Le #PDFrocieh tremano: se scoprono che non contano una sega Renzi non le porta in parlamento

Nel variegato mondo del “movimento” Gay esiste una categoria singolare i/le collaterali del PD, persone che hanno sempre fatto politica come possiamo dire, vediamo ….. svendendosi al pci/pds/ds/ulivi/pd? Troppo? Beh il senso è quello.Questo collateralismo è sempre stato un freno per le rivendicazioni del movimento gay, bisognava essere più realisti del re, però almeno qualcosa in cambio si riusciva ad ottenere, due presidenti nazionali eletti, qualche altro locale eletto anche in parlamento…. insomma il gioco valeva la candela (per loro) visto l’inutilità o quasi del loro operato.

Ultimamente il pd si è rivolto ad “esterni” del movimento lgbt tentando la mossa contraria cioè accreditarli come esponenti del pd nelle associazioni. Una sorta di colonialismo. Così sono nate le candidature Concia e Scalfarotto ad esempio. Bisogna dire che il movimento gay ha sempre rigettato questa operazione ed infatti i due sono stati più volte contestati e non sono mai stati ben accettati e seguiti. Anzi

Ma adesso la lotta si fa veramente dura: se renzi vince il referendum i posti disponibili in parlamento saranno molti meno e bisogna anche sistemare gli esclusi, quindi lo spazio per i capetti nane e ballerini #PDFrocieh comincia ad essere molto ristretto e non stupisce le crisi isteriche che stanno cogliendo in questi giorni diversi esponenti che vedono allontanarsi la poltrona quando già avevano giurato e spergiurato a Renzi di essere n grado di spostare migliaia di voti gay e di essere dei leader del movimento. Ultimo ma non ultimo il caro Ivan Scalfarotto che si è scagliato contro le associazioni gay romane (Collettivo Mario Mieli, ANDDOS, Azione Trans etc) ree, udite udite, di aver scritto una lettere nientepopòdimeno che …. alla loro sindaca Virginia Raggi. Pensa te…. come osano, scrivere al loro sindaco quando non è nemmeno del pd….. e se poi Renzi pensa che non hanno controllo sui voti gay a Roma che figura ci fanno??????

La risposta della maggiore associazione gay italiana ANDDOS:

A seguito della presa di posizione dell’On Scalfarotto sulla richiesta di incontro inviata a Virginia Raggi, firmata da Anddos e da alcune delle principali associazioni nazionali e romane, ci preme precisare quanto segue.

Secondo Scalfarotto, la richiesta appare fuori luogo, poiché il M5S è stato inadempiente sulle unioni civili e la proposta di porsi alla testa di un movimento per matrimonio egualitario andrebbe fatta al sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Non è chiaro, tuttavia, come potremmo rivolgerci al Sindaco Sala, che riteniamo esemplare nel suo operato, per un problema che riguarda Roma (il ritardo sui diritti civili), né come potremmo discutere con lui di come invertire le politiche sulle discriminazioni a Roma, tenendo conto del ruolo simbolico che la capitale ricopre sul piano nazionale. La proposta di prendere esempio dal movimento dei sindaci americani per il matrimonio egualitario andava infatti in questa direzione.

E’ la città che fa il sindaco, non viceversa. Si accusano molte associazioni di essere collaterali alla politica: lo sarebbero se si rifiutassero di incontrare una sindaca solo perché appartiene a questa o a quella forza politica.

Ci tornano in mente, le parole del Presidente Renzi, quando all’accusa di volere parlare con Berlusconi rispose “con chi dovrei parlare, con dudù?”. Ci domandiamo: se non parliamo con il sindaco di Roma, con chi dovremmo parlare, con il suo cagnolino?

Fa sorridere che si parli in questo caso di Milano: Anddos ha posto una serie di quesiti a tutti i candidati sindaco alle scorse comunali. Dopo aver ricevuto risposta da Sala, lo abbiamo sostenuto informando attraverso il nostro sito le miglia di soci a Milano, semplicemente per il merito delle sue posizioni, così come abbiamo fatto per altri candidati a Roma, Napoli, Torino e Bologna..

Con lo stesso spirito, nei mesi che hanno preceduto l’approvazione delle unioni civili, la nostra associazione ha incontrato i vertici di tutte le forze politiche che erano più o meno coinvolte nell’iter parlamentare della legge, perseguendo l’unico obiettivo di ottenere il miglior testo possibile.
In definitiva, questa lettera, che parte come un j’accuse a certe associazioni collaterali e “di parte”, a noi sembra quasi nascondere una sorta di disappunto per il fatto che le associazioni in questione si stiano davvero mostrando, come sempre,  libere da ogni schema.

Mario Marco Canale

Presidente Nazionale Anddos

http://www.anddos.org/sulle-parole-dellon-scalfarotto-in-merito-alla-richiesta-di-incontro-delle-associazioni-a-virginia-raggi/

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