Una rettifica all’articolo di Marco Pasqua sul Messaggero di Roma

gender localeSul Messaggero di Roma è apparso un’articolo a firma di Marco Pasqua, autore del blog gay http://www.river-blog.com/, in cui, collegandosi al delitto compiuto a Roma da due ragazzi in preda all’alcool e droghe varie, esplora i “meandri” dei club a suo dire orgiastici e con clientela prevalentemente gay e transessuali.

Non vogliamo commentare l’articolo, ci indigna troppo.

Ci pare giusto pubblicare però la richiesta di rettifica diffusa dai gestori di uno di questi locali che pur se non nominato era facilmente riconoscibile.

ASSOCIAZIONE CULTURALE
GENDER
VIA FALERIA 9 ROMA
RICHIESTA DI RETTIFICA su ‘Il Messaggero’
PER DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA
In merito all’articolo apparso oggi su ‘Il Messaggero’ a firma Marco Pasqua, l’Associazione ‘Gender’, a tutela della propria immagine e di quella dei soci e delle socie che ne fanno parte, precisa che:
-il locale Gender è inequivocabilmente riconoscibile, sia perchè è l’unico club transgender di Roma e della zona Re Di Roma, sia perchè viene identificato fin nei dettagli cromatici dei palazzi circostanti, sia perchè l’articolo è corredato di una foto che compare nel fb del Gender
-si tralascia la parte ‘moralistica’ dell’articolo che affidiamo al giudizio di chiunque e che non fa parte della nostra idea di società ‘no gender’ e sessualmente libera, alla luce del sole e non certo segreta e illecita come viene dipinta nell’articolo dove i frequentatori appaiono come ‘sedicenti eterosessuali’ o transessuali.
Il Gender da 18 anni promuove un’idea diversa della sessualità, senza più i ghetti categorici gay/etero/trans .
-si chiede una immediata rettifica a norma di legge della frase “alcuni vengono visti girare con una bottiglietta di acqua semi-vuota: l’hanno riempita di Ghb, la droga dello stupro”, in quanto destituita di ogni fondamento (peraltro le bottigliette d’acqua non sono neppure presenti nel locale, se il giornalista fosse venuto) e gravemente lesiva e diffamatoria dell’immagine del locale e dei suoi gestori; peraltro il contrasto delle droghe all’interno del Gender è provato da 18 anni di vita SENZA UNA SOLA DENUNCIA RELATIVA A FATTI DI QUESTO TIPO o di qualunque rilievo penale, pur in presenza di numerosissimi controlli negli anni da parte di tutte le forze dell’ordine
-l’articolo, infine, mette il locale in grave pericolo di ritorsione per eventuali atti di vendetta degli omofobi e transfobici poiché induce a pensare perversamente che esista una connessione tra un locale di libero scambio sessuale tra maggiorenni consenzienti e felici di farlo e il gravissimo fatto di cronaca di questi giorni, connessione che non E’ CONSENTITA A NESSUNO SENZA CHE SI CONFIGURI UNA RESPONSABILITA’ PENALE
-è singolare infine e pretestuoso che un delitto avvenuto all’interno di una casa privata autorizzi a creare un legame del tutto fuori luogo e pericoloso con un locale notturno dove i soci sono controllati attraverso l’esibizione di un documento e vivono la loro sessualità nella serenità garantita da un posto dove c’è altra gente; riteniamo questo articolo, nella parte relativa al Gender, fortemente discriminatorio nei confronti delle persone transgender che frequentano il locale

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