Dopo i 5 stelle cominciamo a fare pulizia al nostro interno: matteo de giorgi gay.it &vanni piccolo

de-giorgiBisogna guardare in faccia e capire bene con chi abbiamo a che fare, il pd è un partito senza capo nè coda dove trovi di tutto e il contrario di tutto ma almeno hai la fortuna di sapere con chi stai parlando e sapere come la pensa. I 5 stelle sono un partito fatto da inesperti boy scout che però sono telecomandati dai loro padroni grillo & casaleggio e non sai mai cosa faranno due minuti dopo. Amen. inutile sperare di cavare sangue dalle rape. Questo c’è e questo ci dobbiamo tenere.

Non facciamo i puristi però, non è che i gay siano tutti santi e martiri.

Oggi nell’occhio del ciclone sono finiti due nomi più o meno noti del movimento per aver autonomamente deciso e dichiarato che la Stepchild Adoption non sia importante tanto che la comunità LGBT non la desidera.

Il primo quello di vanni piccolo è noto agli over 45, preside di scuola, dichiarò pubblicamente la sua omosessualità e venne nominato dal sindaco Rutelli (prima della conversione catto conservatrice) consigliere del comune di Roma per le questioni omosessuali (o qualcosa del genere). Ex presidente del collettivo di cultura omosessuale Mario Mieli, diede una certa visibilità alle problematiche LGBT fino al 1999 quando Rutelli (ormai convertito alla causa papalina) gli impose di convincere la comunità GAY a non organizzare il Gay World Pride del 2000 pena il licenziamento, cosa che avvenne.

Autodefinitosi padre del movimento cercò diverse volte di essere eletto in parlamento con scarsi risultati.

Ultimamente è tornato tristemente alla ribalta per essere stato definito vecchia  Cariatide durante un’assemblea pubblica

https://gaiaspia.wordpress.com/2015/06/03/il-mario-mieli-contro-la-cariatide-vanni-piccolo-il-gay-pride-di-roma-dopo-le-corna-va-allo-scontro/

Il secondo, de giorgi, proprietario del sito gay.it è più conosciuto ma anche lui ha i suoi scheletri nell’armadio.

Nel 2012 costituì un grupp lgbt per Renzi insieme all’amica cristiana alicata, ivan scalfarotto (sic) e giuliano gasparotti cercando di farsi eleggerein parlamento. Non riuscendosi passò al movimento “Scelta Civica” di Mario Monti alleato con Casini e Fini. Dovette poi lasciare la politica per svariate e immaginabili ragioni.

https://gaiaspia.wordpress.com/2013/01/10/salta-la-quaglia-salta-i-candidati-gay-al-parlamento/

de giorgi alicata

Bene il movimento GAY cominci a fare pulizia al suo interno, si liberi di scorie e vecchie cariatidi e riparta nella lotta

 

 

 

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