La lobby GAY del Vaticano affila le armi per il sinodo di ottobre in cui il Papa darà il beneplacito al decreto Cirinnà

lobby gayNo, non verrà approvato a settembre il decreto Cirinnà sulle unioni civili ma a novembre. Prima si dovrà riunire il vaticano con il sinodo in cui si discuterà di famiglia e solo dopo aver avuto l’ok del papa (o meglio la sua astensione politica) si potrà votare. La decisione ormai presa, anche se la sicurezza non è di questo mondo, è dettata dalla paura che le unioni civili sono l’unico e ultimo baluardo per evitare che persino in Italia si arrivi al matrimonio GAY.

Sembra incredibile? Siamo in Vatican-Italia. La fonte? No, non un sito giornalistico GAY e nemmeno La Repubblica ma un loro sito:

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3780

Ecco alcuni estratti dell’articolo:

L’Irlanda è infatti il primo paese in cui il riconoscimento legale dell’unione omosessuale è stato introdotto non dall’alto, ma dal basso, per via di referendum popolare; ma l’Irlanda è anche uno dei Paesi di più antica e radicata tradizione cattolica, dove è ancora relativamente forte l’influenza del clero su una parte della popolazione…… Non è una novità che il “sì” alle nozze gay fosse appoggiato da tutti i partiti, di destra, di centro e di sinistra; non stupisce che tutti i media abbiano sostenuto la campagna LGTB, né che vi sia stato un massiccio intervento finanziario straniero a favore di questa campagna;……. Ciò che desta il maggiore scandalo sono i silenzi, le omissioni e le complicità dei sacerdoti e vescovi irlandesi nel corso della campagna elettorale…….. Quanto è accaduto ha aggiunto mons. Martin, «non è soltanto l’esito di una campagna per il sì o per il no, ma attesta un fenomeno molto più profondo», per cui «è necessario anche rivedere la pastorale giovanile: il referendum è stato vinto con il voto dei giovani e il 90 per cento dei giovani che hanno votato sì ha frequentato scuole cattoliche»……

Questa posizione riflette, in generale e tranne poche eccezioni, quella del clero irlandese, che ha adottato la linea che in Italia auspica il segretario generale della CEI mons. Nunzio Galantino: evitare ad ogni costo polemiche e scontri:…..

Quarantotto ore dopo il voto si sono riuniti a Roma, sotto la guida del cardinale Reinhard Marx, i principali esponenti delle conferenze episcopali tedesca, svizzera e francese per pianificare la loro azione in vista del prossimo Sinodo. Secondo il giornalista presente ai lavori, «matrimonio e divorzio», «sessualità come espressione dell’amore» sono i temi di cui si è discusso……….

La linea è quella tracciata dal cardinale Kasper: la secolarizzazione è un processo irreversibile al quale bisogna adattare la realtà pastorale. E per l’arcivescovo Bruno Forte, lo stesso che nello scorso Sinodo chiedeva «la codificazione dei diritti omosessuali», e che è stato confermato dal Papa segretario speciale del Sinodo sulla famiglia, «si tratta di un processo culturale di secolarizzazione spinta nel quale l’Europa è pienamente coinvolta»………….

Erano in 50 tra porporati, alti prelati e teologi i partecipanti all’incontro segreto, svoltosi lunedì scorso a porte chiuse presso l’Università Gregoriana di Roma in vista del Sinodo di ottobre…………

A questa “estemporanea” giornata di studio – non sulla, ma contro la famiglia – han preso parte i pasdaran dell’ala progressista della Chiesa, decisa più che mai a demolire la Dottrina cattolica in materia………… 

Il buongiorno si vede dal mattino: così, che si sia trattato di una scorrettezza ben più che formale lo si è notato subito dalla lettera d’invito, datata 27 aprile……

Il terzo, Schockenhoff, ha promosso, invece, una morale sganciata dal diritto naturale. Ciò che permetterebbe, sulla base del «giudizio di coscienza» e a partire dall’«esperienza di vita dei fedeli» (in altre parole, la sbandieratissima “prassi pastorale”), di abbandonare «il sogno impossibile dell’ideale» e «di accettare un nuovo matrimonio civile» per i divorziati risposati, così da «non escluderli più dalla Comunione»…….Senza rinunciare nemmeno ad una forte apertura verso le unioni gay, che – ha detto – «meritano un sostegno ed una risposta positiva» da parte della Chiesa…….

A chi facesse notare come le unioni gay, in realtà, non siano tema del Sinodo, un sacerdote tedesco, non nominato da “Repubblica”, ha precisato come, a suo giudizio, se riconosciute, debbano «diventare un vincolo anche per la Chiesa», sia pure «non come matrimonio»……..

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