Gay Street, Tar boccia l’isola pedonale

gaystreetCome se fosse necessaria un’ulteriore bocciatura per ribadirlo, il rapporto tra i giudici del Tar del Lazio e il Comune continua a essere difficile: dopo le bocciature sulle nuove tariffe degli asili nido, dei permessi per l’accesso alle zone a traffico limitato e delle strisce blu, questa volta i magistrati amministrativi sono riusciti a far andare di traverso al Campidoglio una parte del più ampio progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali. A partire da ieri, il tratto di via San Giovanni in Laterano (la cosiddetta “Gay street”) che va da piazza del Colosseo a via Ostilia e piazza del Foro di Traiano sono di nuovo aperte al traffico.

La motivazione? I giudici della seconda sezione non usano mezzi termini nelle sentenze fotocopia con cui ieri hanno accolto i due ricorsi presentati da residenti, albergatori, affittacamere e avvocati titolari di studi professionali: “La determinazione con cui l’amministrazione capitolina ha attuato la pedonalizzazione risulta del tutto oscura quanto a presupposti giustificativi, finalità e iter istruttorio”. Leggendo la delibera impugnata, scrivono ancora i magistrati di via Flaminia, “non emergono le ragioni della scelta adottata”.

Secondo il Tar, negli atti presentati dal Comune per giustificare la pedonalizzazione non si spiega quali siano gli effetti negativi sul traffico del transito e della sosta di auto lungo le due strade. Così la scelta del Campidoglio diventa “del tutto avulsa dal necessario contesto istruttorio e motivazionale”. Nella delibera, infatti, “non si fa alcun riferimento ai valori che si intendono presidiare con la pedonalizzazione”.
Parole che non faranno piacere ai baristi e ai ristoratori della “Gay street”: per pedonalizzare gli ultimi 100 metri di via di San Giovanni in Laterano, quelli più vicini al Colosseo, avevano messo a disposizione del Comune 80mila dei 210mila euro necessari per l’intervento. Oltre allo stop alle auto e all’allargamento dell’area a disposizione dei dehors dei locali, il progetto prevedeva la ripavimentazione della strada, la bonifica del sottosuolo, il rifacimento delle caditoie e dell’illuminazione e il restauro del margine del Ludus Magnus, i resti delle antiche palestre dei gladiatori che costeggiano la via. Una serie di idee che rischiano di rimanere solo su carta (con un possibile spreco di denaro pubblico e privato) se la sentenza del Tar non verrà impugnata al Consiglio di Stato.

Immancabili gli strali dell’opposizione. Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia  –  Alleanza nazionale al Comune ne approfitta per attaccare l’intera “finta pedonalizzazione dei Fori Imperiali. È un diktat calato dall’alto, un’idea inutile e costosa che, ad oggi, non ha comportato nessun beneficio allacollettività ma solo la paralisi di un intero quadrante con gravi ripercussioni economiche ai commercianti”. Antonello Aurigemma, ex assessore ai Trasporti sotto Alemanno e oggi capogruppo di Forza Italia alla Regione, mette invece nel mirino il suo successore: “Marino e Improta sembrano voler superare ogni record. Non si capisce come la pedonalizzazione possa garantire la migliore funzionalità dell’impianto viabilistico e della mobilità”.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/03/31/news/gay_street_tar_boccia_l_isola_pedonale-110867949/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...