Movimento 5 Stelle contro Arcigay Bologna: Chieste le dimissioni del presidente Branà

casserojscBOLOGNA – Sono in molti, tanto a destra quanto a sinistra, a non gradire affatto le foto della notte “eretica e scaramantica” che il Cassero, lo storico locale Arcigay di Bologna, ha organizzato venerdì scorso durante una serata definita non a caso “Venerdì credici”. A puntare il dito contro il locale e le attività organizzate “con i soldi del Comune” non c’è soltanto il centrodestra (Forza Italia, Ncd e Lega Nord annunciano di andare in procura), ma anche il Pd, come la cattolica Raffaella Santi Casali. E sulla questione interviene con decisione anche la giunta Merola, che non va molto per il sottile: “Nessuna censura ma il Cassero si assuma la responsabilità di una grave offesa, che ha molto più del volgare e provocatorio. La cultura dei diritti che vede da sempre questa città differenziarsi è stata costruita attraverso una diffusa cultura del rispetto, che ci pare mancato in questa occasione”. “Il Cassero deve chiedere scusa e riflettere” dice invece Francesco Critelli, segretario bolognese dei Democratici.

Quella foto shock. Tutto nasce in particolare da una foto che non lascia molto spazio a interpretazioni: tre uomini in fila travestiti come Gesù e i due ladroni della Passione che mimano pratiche sessuali utilizzando una grossa croce. La consigliera Pd Santi Casali la pubblica su Facebook e commenta: “Non trovo una sola ragione per cui questa roba debba avere luogo in una sede del Comune e finanziata coi soldi di tutti”. La stessa immagine è additata anche da Facci, che parla di “becera blasfemia e del più spudorato vilipendio alla religione cristiana”.

Il Cassero: “Ci dispiace per chi si è sentito offeso”. Il circolo gay risponde con una lunga nota alle accuse: “Alcune persone, per quelle foto, si sono sentite offese: per rispetto a quelle persone – e non a un’ideologia o a un comandamento – ci scusiamo. Chi invece chiede una sanzionesta solo sfruttando un’occasione per colpire il Cassero. Sono loro i veri blasfemi”. Non mancano i toni accesi anche nella replica. Il circolo parla di polemiche “del tutto pretestuose e strumentali. Il conflitto tra comunità Lgbt e la parte politicizzata dei cattolici preesiste alla nostra festa, questo è un dato indispensabile per comprendere perché una persona omosessuale decida di dissacrare o irridere un simbolo religioso. Quel gesto rappresenta una liberazione rispetto a un simbolo che quelle persone percepiscono come oppressivo. E d’altronde sono gli stessi cattolici a inserire il tema religioso a ostacolo e preclusione del riconoscimento dei diritti alle persone lgbt”.

“Abbiamo ricevuto minacce e insulti”. Il Cassero insiste: “La vicenda non si esaurisce nella blasfemia, che tra l’altro non è più reato perseguibile penalmente: sulla pagina Facebook del Cassero sono state pubblicati, a calce delle contestate foto, commenti, insulti, minacce di una violenza inaudita: “Fascia rosa al braccio e deportazione”, “Appena arrivano i vostri fratelli dell’ISIS vi buttano dai balconi, comunisti froci di merda”, “questi li impalerei Ma sul serio non per finta” e così via. Anche fascismo e omofobia, che hanno trovato occasione dei manifestarsi sotto a una fotografia, preesistono a quella immagine, perfino alla nostra festa. Ma questo non sembra suscitare molto interesse nei consiglieri comunali che oggi urlano alla scandalo”.

I Cinque Stelle: “Via Branà”. “Vedo che molti colleghi stanno chiedendo a gran voce la sospensione dei finanziamenti comunali al Cassero, io invece chiedo le dimissioni immediate di Vincenzo Branà.  Non mi scandalizzo davanti alle immagini della serata “venerdì credici”, ma parlo da amico di tante persone omosessuali che sentono a mio avviso giustamente le loro battaglie svilite e depotenziate  da queste goliardate” dice Massimo Bugani del Movimento 5 Stelle, che attacca il presidente di Arcigay Bologna.

Il capogruppo Pd: “Che vergogna”. E’ lo stesso circolo Arcigay che “dovrebbe intervenire su chi ha organizzato la serata e intervenire in modo chiaro, netto e duro” scandice invece Claudio Mazzanti, capogruppo del Pd in Comune. “Non è possibile che in una città come Bologna, dove tutti hanno rispetto dei diritti civili, accada una vergogna del genere e si abbia così poco rispetto per chi è credente. Una cosa che dovrebbe far riflettere chi fa battaglie per i diritti civili, che io per altro condivido”. Un modo per dire che la convenzione col il circolo Lgbt non è in discussione, ma che appunto bisogna punire gli organizzatori della serata.

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/03/18/news/cassero-109839252/?ref=HREC1-17

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