Trombati (eterosessualmente) i bigotti slovacchi anti-GAY

slovacchiaCom’era nelle previsioni della vigilia, non ha raggiunto il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto il referendum in Slovacchia contro i matrimoni gay. L’affluenza alle urne si è infatti fermata al 21,4%: in termini assoluti hanno votato 944.674 elettori, ma per rendere valida la consultazione ne sarebbero stati necessari circa 2 milioni e 200 mila. Tra coloro che hanno espresso il proprio voto, la grande maggioranza si è comunque schierata a favore dei tre quesiti proposti dall’Alleanza per la famiglia, promotrice del referendum. Il primo riguardava il rafforzamento del divieto dei matrimoni gay (la Costituzione slovacca già comprende la definizione di matrimonio quale unione di un uomo e una donna); il secondo puntava a vietare le adozioni per le coppie gay, e il terzo proponeva che i genitori potessero escludere i propri figli dalle lezioni scolastiche di educazione sessuale.

La percentuale ottenuta dai sì è stata del 94,5% per il primo quesito, del 92,4% per il secondo e del 90,3% per il terzo. In termini assoluti, hanno votato sì tra gli 850.000 e gli 890.000 elettori, ma l’alto tasso di astensione ha reso inutile la consultazione. Dei precedenti sette referendum che si sono tenuti in Slovacchia dalla sua indipendenza, soltanto uno, quello sull’ingresso nell’Unione europea tenutosi nel maggio 2003, ha superato il quorum necessario.

Il referendum è stato reso possibile dopo che l’Alleanza per la famiglia, sostenuta dai partiti di centro-destra e dalla Chiesa cattolica, ha raccolto 400.000 firme. A ispirare il tentativo è stato probabilmente anche quanto avvenuto in Croazia, dove nel dicembre 2013 la maggioranza della popolazione si è espressa affinché la Costituzione consentisse il matrimonio soltanto tra uomo e donna. Nel luglio scorso, il governo croato ha comunque varato una nuova legge sulle unioni civili anche per persone dello stesso sesso.

Il referendum slovacco aveva ottenuto mercoledì scorso la benedizione di papa Francesco, e i promotori dell’iniziativa referendaria non si sono lasciati sfuggire l’occasione di utilizzare, in maniera assai disinvolta, il volto del pontefice per la propaganda elettorale. Secondo Amnesty International, invece, l’approvazione dei referendum avrebbe portato a “un significativo passo indietro per la Slovacchia”.

http://www.votofinish.eu/?p=2120

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