Arcigay contro Facebook: “Ci censura”. E per protesta copre le opere d’arte

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BOLOGNA – Arcigay contro Facebook. L’associazione Lgbt accusa il social network di “censura” per via di alcuni trailer che gli amministratori del social network hanno rimosso negli scorsi giorni. Gli spot (ancora visibili su altri canali come Youtube e Vimeo) pubblicizzano infatti una festa che lo storico avamposto omosessuale di Bologna il Cassero ha in programma per la notte di San Silvestro, e che si chiama “Vedo Nudo Venue”. fbagUn “inno alla nudità”, la definiscono gli organizzatori. E infatti nei filmati si vedono tante persone che si spogliano. Circostanza che evidentemente ha attirato i “controllori” di Zuckerberg. I video incriminati. I trailer finiti nel mirino “della censura” sono tre e tutti, ovviamente, pubblicizzano la festa del 31 dicembre al circolo di via Don Minzoni. Si vedono uomini e donne che si spogliano a ritmo di musica. “Non un naked party (cioè una festa in cui per accedere è obbligatorio togliersi i vestiti) né tantomeno un evento con performance a luci rosse. Anzi fbag1Il Cassero promette – attraverso performance e videoproiezioni – di sfidare gli stereotipi sul nudo, proponendo nuovicanoni di bellezza” scrivono gli organizzatori in uncomunicato stampa. Condividi   La protesta. Per tutta risposta, Arcigay Bologna ha così fatto un quarto trailer dove, invece che uomini nudi ci sono le opere d’arte oscurate con il logo di Facebook.”Facciamo il verso al perbenismo di Facebook. Al posto dei modelli e delle modelle, mostrano le proprie nudità i grandi capolavori dell’arte”.Condividi   Branà: “Ora volete infilare i mutandoni
all’arte?”. “Nel promuovere una serata sul nudo ci siamo chiesti subito quali difficoltà avremmo incontrato con la policy di Facebook – racconta Vincenzo Branà, presidente di Arcigay Bologna -. Quando è arrivato il momento di fare il trailer abbiamo voluto raccontare la nostra idea di nudo, non necessariamente “sexy”, piuttosto direi “liberatoria”: uomini e donne che si tolgono gli indumenti. Una sorta di augurio: togliamoci di dosso l’anno vecchio. Ma quel semplice gesto e le poche nudità mostrate hanno fatto scattare comunque il cartellino rosso di Fb. Che a questo punto scatterebbe perfino per il David, dobbiamo immaginare.
agfb Perciò abbiamo pensato di sdrammatizzare e di mandare a Facebook – o meglio: a chi vi si connette – una strizzata d’occhio. Magari con l’anno nuovo anche Facebook smetterà di infilare i mutandoni all’arte”. La faccia di Putin come bersaglio. Non è la prima volta che Facebook “bacchetta” il Cassero.agfb1
Pochi mesi fa il circolo gay ha pubblicato sul social network un ritratto di Vladimir Putin truccato con mascara, matita e ombretto sugli occhi, labbra rosso fuoco. Il suo viso era stampato su un cartoncino tondo, con i colori della bandiera arcobaleno simbolo del Gay pride e in sovrapposizione un bersaglio. Uno sfottò e allo stesso tempo una denuncia dell’avversione del governo russo contro il mondo omosessuale. La fotografia è stata rimossa dal social network perché è “un’incitazione alla violenza”.
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http://www.notiziarioitaliano.it/Arcigay_accusa_Facebook__Censura_i_nostri_video_.5b9d80919.a.html

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