“Essere gay è un dono di dio”

tim cookCUPERTINO – Non si era mai nascosto dietro a dichiarazioni ambigue. Ma non era nemmeno mai uscito allo scoperto. Ora Tim Cook ha fatto “coming out”. In un articolo per Bloomberg Businessweek, l’amministratore delegato della Apple, già uno degli uomini più potenti al mondo, dichiara: “Anche se non ho mai nascosto il mio orientamento sessuale, finora non l’ho mai reso pubblico. Quindi voglio essere chiaro: sono orgoglioso di essere gay e considero questo uno dei più grandi regali che Dio potesse farmi”.

Il numero uno del gigante di Cupertino spiega di non aver mai nascosto negli anni di essere omosessuale a molte persone, e diversi colleghi ne sono a conoscenza. “Non è stato facile – scrive Cook – decidere di renderlo pubblico, ma ho ritenuto farlo perché credo che possa aiutare altri”. “Durante tutta la mia vita professionale – prosegue – ho cercato di conservare un livello base di privacy. Vengo da radici umili e non mi interessa attirare l’attenzione su di me. Apple è già una delle aziende più in vista al mondo e ci tengo a mantenere l’attenzione sui nostri prodotti e sulle cose incredibili che riusciamo a fare. Al tempo stesso credo profondamente nelle parole di Martin Luther King, che disse: “La domanda più persistente e impellente della vita è ‘Cosa stai facendo per gli altri?'”. Mi pongo spesso questa domanda e sono arrivato alla conclusione che il mio desiderio di privacy mi ha impedito finora di fare qualcosa di più importante. E questo mi ha portato a oggi”.

L’amministratore delegato sottolinea anche di essere fortunato a lavorare in un’azienda che “ama la creatività e l’innovazione e sa che possono crescere solo quando accogli le diversità tra le persone”. Alla fine dell’articolo, Cook dice che continuerà a impegnarsi per essere il miglior amministratore delegato che ci possa essere. “È quello che meritano i nostri dipendenti, e i nostri clienti, sviluppatori, azionisti e fornitori”.

Il ‘coming out’ di Cook giunge nel momento in cui la casa di Cupertino, che rimane saldamente al primo posto tra le aziende mondiali nella classifica del “Most Innovative Companies” di Boston Consulting, starebbe puntando al mercato dell’Iran. Secondo il “Wall Street Journal”, la Apple avrebbe avviato dei contatti preliminari con alcuni distributori di Teheran per esplorare la possibilità di lanciare i suoi prodotti, iPhone e iPad in primis, in un mercato finora off limits. Ed essere così pronta nell’eventualità che le potenze occidentali allentino il regime di sanzioni contro quel Paese. Un primo incontro sarebbe avvenuto al quartier generale londinese di Apple, e intorno al tavolo si sarebbe valutata la possibilità del franchising, un modello che l’azienda fondata da Steve Jobs ha già sperimentato in Europa e in Asia.

http://www.tio.ch/News/People/People/1002560/Essere-gay-e-un-dono-di-dio/

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