Trascrizione matrimoni gay in campidoglio: vincitori e vinti nel movimento glbtqxyz

Traffic sign for Winners or Losers - business conceptRicordate il periodo della dittatura sovietica in Russia? Per capire chi comandava bisognava guardare le fotografie ufficiali, chi c’era e chi non c’era (e spesso chi veniva aggiunto o cancellato successivamente).

Proviamo a fare lo stesso giochetto con le fotografie della trascrizione dei matrimoni gay celebrati all’estero.

Cerchiamo gli assenti:

1) Imma Battaglia: Ripescata nelle liste di SEL alle ultime elezioni amministrative, comincia da subito la sua “battaglia” (il gioco di parole non dipende da noi). Gay Village a piazza Navona, no no scherziamo… Registro delle unioni civili. Non serve a nulla, nessuno lo vuole ma lei imperterrita ne chiede a gran voce l’istituzione e nel contempo lancia la sua idea di matrimonio: “Atto d’amore”

http://www.digayproject.org/Servizi/Aiuto-Legale/Coppie-di-Fatto/Atto-d_Amore—Contratto-di-convivenza-/atto_damore.php?m=293&l=it

Per mesi ha paventato la sua esclusiva vicinanza al Sindaco di Roma eppure oggi era la grande assente pare vittima di un attacco di fegato per essere stata estromessa dal circo mediatico che lei voleva organizzare per la votazione in aula di quell’inutile e stantio registro delle unioni civili.

2) Mario Mieli: ormai decaduto sempre più a costola dei fascisti di sinistra dei centri sociali, offeso dalla non elezione della zarina Presidente Praitano arrivata trentaquattresima nelle liste del Partito Democratico alle scorse elezioni amministrative, mal digerisce che il Sindaco Marini dichiari che il gay pride romano del 2015 sarà gemellato con San Francisco e si inventa un improvviso gemellaggio con il gay pride di Belgrado (stesso livello vero?). L’apporto del Mario Mieli alla trascrizione e in generale alle battaglie per i diritti è ormai pari a 18 (euro costo del biglietto della serata al Muccassassina)

3) Gay Center: riuscire ad annullare l’orgasmo mediatico del suo portavoce sembra essere sempre una battaglia persa in partenza, come il sacro graal nessuno sa se esista o meno questa associazione, dove stia di casa e cosa faccia. Però parla, oh accidenti se parla. Non questa volta. Che il Marrazzo abbia smarrito la strada del Campidoglio e sia finito a Campo dei Fiori cercando di baciare i piccioni sperando si trasformino in giornalisti?

4) Equality Italia: nata per mano di un ex presidente arcigay (non sonosoloiolexpresidente N.d.R.), impegnato nella immane lotta di conquistare una candidatura in parlamento, Aurelio Mancuso ha tuonato e pontificato per mesi contro la battaglia della trascrizione dei matrimoni gay celebrati all’estero. Salvo poi oggi essere in prima fila cercando un selfie col sindaco.

5) Arcigay: la seconda associazione nazionale gay (la prima, ANDDOS, non è stata invitata perchè formata da iscritti di saune e cruising bar), era presente col suo presidente Claudio Bisio, opss Flavio Romani, simpatico, allegro e inutile (ci perdoni ma politicamente così è). Forse finalmente aprirà gli occhi e si renderà conto che le battaglie si combattono a Roma  invece di dare peso ai circoli arcigay periferici (quali ad esempio quelli friulani che inondano le agenzie di comunicati e di boria, ma mai riportati dai media nazionali) che proclamano ad ogni peto emesso di essere l’avanguardia della lotta, dimenticando però che le vittorie sono ottenute ad esempio per aver come assistente del/la governatore/a il fidanzato di un esponente nazionale arcigay. SVEGLIA!!!!!

6) Altri esponenti gay del PD romano: sgambettano da tanto, saltano da una corrente all’altra come salmoni infoiati, cavalcano onde su onde, appropriandosi di battaglie e lotte altrui, inciampano nelle dichiarazioni razziste contro Rom e Sinti (chissà la denuncia a che punto è), non vengono invitate e parlano dei colori del cielo di Roma.

7) Sonosoloiolexpresidentenazionale: partito nel 2010 alla conquista del mondo, approda a Roma in un appartamento con vista sul colosseo, cerca di epurare amici e nemici ma dopo solo due anni viene cacciato a calcion dans le culon al congresso arcigay di Ferrara con l’85 % dei voti contro. Oggi si infila nell’associazione Parks (associazione lgbt di aziende gay e gay friendly) non si sa bene perchè, alcuni dicono per aver posseduto o lavorato in un azienda di import export di arance col continente africano.

Insomma, ma queste associazioni gay italiane a che servono?

 

 

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One thought on “Trascrizione matrimoni gay in campidoglio: vincitori e vinti nel movimento glbtqxyz

  1. Le associazioni a livello nazionale contano nulla, magari qualche utilità ce l’hanno a livello locale. Riguardo a Mancuso era pure contrario ai matrimoni gay e si è battuto contro la battaglia giudiziaria che ha portato alla prima sentenza della Corte Costituzionale sui matrimoni, che poi ha dato la stura a tutto il processo seguente fino ad arrivare ad oggi. Perchè quello che sta accadendo nasce da quella sentenza, sia gli slanci sia le frenate comprese le sentinelle che non sono nate a caso, perchè improvvisamente ci si è accorti che il matrimonio omosessuale non era incostituzionale e tutto dipendeva dal parlamento.Le associazioni in effetti sono le grandi assenti di questa enorme trasformazione che sta avvenendo sotto una spinta mediatica e sociale, in cui finalmente una società più avanti della clase politica comincia a fare le pulci al bigottismo poltronistico dei nostri politici, con Renzi che prima annuncia le Unioni Civili per Settempre, poi le posticipa di tre anni, poi le riporta ad Ottobre, ma che secondo me non concluderà nulla e finirà travolto dalla valanga laica ostaggio com’è di quel 2% di NCD necessario però per restare a Palazzo Chigi (una vittoria di Pirro insomma perchè gli converrebbe andare a nuove elezioni e liberarsi definitivamente di Alfano, ma è troppo preso da sè per accorgersene). Finirà travolto dalla destra liberale, quel nuovo FI che Berlusconi sta cercando di costruire per non finire in retroguardia essendosi accorto di aver assolutamente bisogno del voto omosessaule per non affondare, da qui le “avventure” gaye della Pascale usata come avanguardia e l’istituzione dell’osservatorio gayo a guida Carfagna. E’ mia opinione, e non da ora ma già in tempi non sospetti in piena era berluscoide, che se otterremo qualcosa sarà grazie alla destra, lo dico da NON votante di destra, essendo la sinistra troppo chiusa e ingessata incastrata dagli ex Margherita ex DC che si sono impossessati del PD ex DS ex PCI snaturandolo e togliendogli ogni connotazione sociale di sinistra.

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