Nozze gay, Merola ci mette la firma Come funziona il registro bolognese (IGNAZIO MARINO? CHIACCHIERE E DISTINTIVO N.d.R.)

merola

BOLOGNA – Nonostante le polemiche e le critiche dell’Arcidiocesi, che hanno portato ai minimi storici i rapporti tra Palazzo d’Accursio e via Altabella, il sindaco Virginio Merola ha dato il via libera al registro bolognese delle nozze omosessuali contratte all’estero. Dopo le verifiche legali e gli approfondimenti degli ultimi giorni, che hanno ritardato (seppur di poco) l’approvazione del testo promesso dal sindaco, l’atto amministrativo che permetterà agli uffici dell’Anagrafe di registrare i matrimoni contratti all’estero da persone dello stesso sesso è pronto per essere sottoscritto dal primo cittadino. La firma di Merola è arrivata oggi, ma bisognerà aspettare quasi certamente la fine dell’estate perché le nozze gay celebrate all’estero vengano effettivamente registrate sotto le Due Torri.

 

Era stato uno scambio di battute in commissione con il consigliere del Pd Benedetto Zacchiroli, qualche settimana fa, a riaprire il dibattito sul riconoscimento delle nozze gay. Proprio in quell’occasione, a pochi giorni dalla sfilata del Pride, Merola aveva annunciato la sua intenzione di seguire l’esempio dato a Napoli dal collega Luigi De Magistris. Nei giorni successivi erano arrivate le accuse del centrodestra e le critiche della Curia, che senza mezzi termini aveva parlato di «propaganda» e «forzatura della legge». Nonostante il silenzio che ha avvolto la pratica negli ultimi giorni, però, il lavoro sul testo è andato avanti e ora il provvedimento è pronto per essere firmato dal primo cittadino.

slider_manifesto11In sostanza si tratta di una disposizione indirizzata ai servizi demografici, che ricalca in parte quella fatta a Napoli dal sindaco De Magistris. Per evitare che gli uffici si intasino di richieste provenienti da tutta la Penisola, però, potranno essere registrate soltanto le nozze all’estero tra persone dello stesso sesso che siano entrambe residenti a Bologna. Tecnicamente si tratterà della trascrizione di un atto che, visto il quadro legislativo nazionale attualmente in vigore, non potrà avere effetti giuridici immediati in Italia, né cambierà lo stato civile degli interessati. Non è comunque da escludere che altri enti o istituzioni, come la Regione, possano decidere in futuro di riconoscere una validità pratica alla registrazione delle nozze gay estere fatta dal Comune di Bologna, magari ai fini della compilazione di graduatorie per contributi o altro.

Resta ancora da vedere, però, cosa farà il Viminale. Teoricamente, infatti, il ministero dell’Interno potrebbe anche decidere di fermare l’iniziativa del Comune di Bologna e chiedere al Prefetto di bloccare tutto. Anche se la tolleranza mostrata con Napoli, almeno finora, spingerebbe a escludere uno scontro istituzionale così aperto. Quasi certamente Palazzo d’Accursio avrà a disposizione qualche mese per rendersi conto di come verrà recepito (anche a Roma) il nuovo atto. La disposizione che il sindaco Merola ha firmato, infatti, chiede agli uffici dell’Anagrafe di adeguare i sistemi informatici per la registrazione delle nozze gay estere per il 15 settembre. Bisognerà aspettare la fine dell’estate, insomma, perché i primi matrimoni gay contratti fuori dall’Italia possano essere effettivamente registrati in città.

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/politica/2014/22-luglio-2014/nozze-gay-merola-ci-mette-firma-come-funziona-registro-bolognese-223609399696.shtml

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