TRUPPE CAMMELLATE ALLA CONQUISTA DI ARCIGAY BOLOGNA “IL CASSERO”?

cammellate

La contrapposizione tra le diverse anime del Cassero di Bologna pare essere arrivata al calor bianco dietro una facciata di cortesia. Ricordiamo brevemente i fatti: il Presidente Branà colpevole di aver riportato l’associazione ad occuparsi di politica e soprattutto di … come possiamo dire… rompere le palle al PD viene sfiduciato durante un direttivo dalla cordata guidata dal marito di un Senatore del PD, al suo posto viene eletto un rappresentante, per bocca di molti, degli interessi discotecari dell’associazione.

Quattro consiglieri non ci stanno e si dimettono e così il 22 giugno si torna a votare. Voci di corridoio parlano di “truppe cammellate” discotecare della mozione avversa a Branà, ora queste voci prendono corpo nelle parole di una candidata. Come finirà?

“C’è qualcosa di strano in questa città. Si coglie una corsa insana di portatori di interessi (più o meno confessabili e quasi mai dichiarati) che si muovono per determinare esiti, lottizzare potere, drogare il consenso. Ci sono abbracci malcelati che tengono assieme un’imprenditoria borderline e correnti di partito. Sodalizi di cui non si coglie l’obiettivo, che armeggiano nei retroscena, fuggono ai confronti pubblici, indossano più maschere che paia di calzini. È evidente: il Cassero fa gola. Per qualcuno è una corsia privilegiata, un modo attraverso il quale soggetti espressamente commerciali possono avvantaggiarsi in virtù di uno status associativo; un capitale di credibilità dietro il quale celare fini di lucro, di per sé legittimi ma in quel contesto assolutamente impropri, mettendoli al sicuro dalla normale competizione del mercato; per altri è una voce da azzittire, una comunità da distrarre e da ammaestrare in vista delle prossime regionali. Trent’anni di storia fanno del Cassero un monumento: alla libertà, alla messa in discussione dei modelli generalisti, all’autodeterminazione. E trent’anni di storia producono anticorpi, una reazione viscerale che – lo spero, anzi voglio esserne certo – saprà resistere all’ascesa di qualsiasi cordata di interessi. Difendiamo i presidi di libertà, mobilitiamoci con lo strumento che la Resistenza ci ha consegnato: la democrazia. Usiamo le nostre convinzioni, la passione, la tenacia, la solidarietà. Senza essere ingenui, con la caparbietà di chi è mosso dalle idee e non dal tornaconto. Difendiamo il bene comune e la nostra storia: ci sono pagine straordinarie tutte ancora da scrivere. Facciamolo, nel caso del Cassero, votando. Domenica 22 alle 17, andiamo a sostenere il #buonvento. C’è un’onda da cavalcare, un’impresa da compiere e un futuro da rendere reale. Farà anche molto caldo, portatevi un ventaglio.” Ambra Guarnieri 

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