BASTA CON QUESTI GAY PRIDE SCANDALOSI!!!! ah scusate questi sono etero

Dedicato a tutti i moralisti e a FORCA NUOVA

Sono tantissimi, sono festosi e sono (quasi) tutti nudi. In migliaia hanno invaso le strade di Portland, Oregon per l’undicesima edizione della “World Naked Bike”, la passeggiata in bicicletta per protestare contro la dipendenza del petrolio. Ci sono manifestazioni del genere in più di 75 città statunitensi e in oltre 20 altri Paesi. Ma quella di Portland è sicuramente la più importante: l’anno scorso i partecipanti furono addirittura ottomila (reuters)

http://www.repubblica.it/esteri/2014/06/08/foto/usa_migliaia_alla_world_naked_bike_ride_tutti_nudi_in_bicicletta-88373688/1/?ref=HRESS-1#1

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5 thoughts on “BASTA CON QUESTI GAY PRIDE SCANDALOSI!!!! ah scusate questi sono etero

  1. Infatti… e come viene chiamata la manifestazione? “World Naked Bike”, nudi in bicicletta per protestare contro la dipendenza dal petrolio.
    PERCHE’ NON VADO AL GAYPRIDE (scritto alla vigilia del gaypride, ma i concetti sono quelli…)

    Non vado al gaypride. Anche quest’anno non ci andrò, come non ci sono andato la maggior parte delle volte. Alcune volte è vero, mi ci sono affacciato, e ho partecipato volentieri al Gaypride (Worldpride) dell’anno 2000. Ritenni opportuno andarci perché il Vaticano richiedeva, anzi pretendeva!, che non si svolgesse perché loro avevano sequestrato tutta Roma per le cerimonie del loro “anno santo”, e pretendevano perfino che la Repubblica Italiana (che almeno formalmente non faceva e non fa parte dello stato vaticano) sospendesse la Costituzione e negasse a un consistente numero di propri concittadini di esercitare i loro diritti costituzionali. E vi partecipai tanto più convinto in quanto l’inaudita richiesta del confinante Stato teocratico venne avallata parzialmente (e si apprestava ad avallarla totalmente) dal rutilante Rutelli, all’epoca Sindaco della capitale d’Italia. Ritenevo che alle sue dichiarazioni in favore delle pretese di uno Stato estero, ostile all’Italia fin dalla sua nascita, si dovesse rispondere con un solo modo: denuncia per alto tradimento e attentato alla Costituzione. Non si fece, peccato!
    Non vado di solito ai gaypride, perché vi trovo poco di gay, e molto poco di pride. Personalmente non ritengo che l’essere gay debba essere un particolare motivo di orgoglio, perché non ho fatto niente per meritarmelo: mi sono semplicemente accettato per quello che sono.
    Per quanto riguarda il lato “gay”, ho sempre pensato che noi non dovremmo celebrare un presunto orgoglio, ma semmai essere incazzati, MOLTO incazzati per il modo in cui la Repubblica Italiana condanna i suoi cittadini, dividendoli in serie A e in serie B, e non starò qui a dilungarmi su tutti gli aspetti della discriminazione subita da svariati MILIONI di nostri concittadini, relegati a un livello inferiore nel godimento dei diritti umani e civili.
    Inoltre reputo il gaypride una azione politica SBAGLIATA, una baracconata (anche se in grande stile), in cui i gay vengono presentati al pubblico non come cittadini che reclamano i loro diritti, ma come carne da macello, perennemente alla ricerca di occasioni per provocare possibilmente al fine di soddisfazione sessuale. Spiacente, non è il mio caso. Non lo è adesso e non lo è mai stato.
    Tanto più che in realtà il gaypride è una manifestazione PERENNEMENTE SCIPPATA da chi si ricorda del “pride” solo per andare a mostrare tette finte e ottenere pubblicità gratuita, visto che i media (primi fra tutti fotografi e video reporter) si occuperanno del pride mostrando SOLO queste immagini. Non mi venite ad accusare di transfobia o robe del genere, non ne soffro e la mia storia personale (decenni di militanza politica, nonché amicizie personali) vi darebbe abbondantemente torto. Io offro rispetto ma pretendo rispetto, e mi dà estremamente fastidio notare – per esempio – che alle riunioni LGBT c’è qualche L, molti G, nessun B e nessunissima T!
    Mi dispiace, pochissimo a dire la verità, ma io non ci sto. Anzi trovo il gaypride, specialmente qui in Italia, una delle massime espressioni di omofobia e di ipocrisia. Ma quale vogliamoci bene! I maggiori omofobi nella nostra società sono a mio parere gli omosessuali stessi… Ma questo è un altro discorso, che ben difficilmente viene affrontato tanto a livello personale quanto a livello delle associazioni.
    Nella mia scelta, compiuta a 17 anni, di non vivere nascosto, sono stato abbondantemente ripagato dalla serenità e dall’affetto di parenti, amici e colleghi. E penso che questa esperienza sia condivisa da tanti. Nella mia vita lavorativa invece ho subito un accenno di discriminazione solo due volte, e indovinate da chi? Da colleghi gay.
    Pertanto non c’è bisogno – a mio parere – di fare gli orgogliosi per UN giorno su 365, ed essere alla mercé di un mondo sempre e solo “sex-focused” per tutti i giorni dell’anno. Nel suo libro “Angeli ribelli” sui disabili e la sessualità, Stefania Bandecchi descrive quanto sia duro essere gay e disabili, perché i “normali” sono alla spasmodica ricerca della perfezione fisica. Io posso testimoniare quanto il mondo gay italiano sia stereotipato: se non sei “omologato” a un gruppo (che so, fashion, oppure palestrato, oppure danzerino, oppure con la moto, oppure leather, oppure “orso”….) allora sei considerato un “disabile” a livello di relazione interpersonale: non solo il sesso, ma anche l’affetto e perfino la semplice amicizia.
    E posso anche testimoniare, lo dico pubblicamente, che in pressoché TUTTE le associazioni che ho contattato e frequentato, spesso militato… sei qualcuno soltanto in quanto e a condizione che tu sia sessualmente appetibile e disponibile. Ne vogliamo parlare??
    Mi aspetto anche qui le solite critiche, anche perfide, da parte di chi vedrà il dito e non la luna, ma so che verrò compreso da chi ha sensibilità e materia grigia.

      • Gaiaspia, la tua capacità di attenzione è perfettamente proporzionale a quello che hai scritto nella risposta, sei il frutto della comunicazione “one to many” non motivi il tuo disprezzo e cerchi sintesi senza capire che la sintesi non sempre è cosa buona ma che con essa si possono perdere frammenti di significato, ma è proprio questo il punto cruciale, è stata sollevata una questione che tratta convenzioni sociali di omologazione, la diversa sessualità non dovrebbe prevedere la nascita di gruppi e sotto gruppi, allontanandosi da quella che dovrebbe essere un’apertura sociale, siamo sicuri che al gay pride si vada per qualcosa di più del semplice sfogo, esponendo le proprie grazie in maniera pressoché innaturale e forzata, macchiettizzando quello che è la propria sessualità?!
        Le compagnie Gay, i locali Gay, addirittura la manifestazione del cinema gay a Torino, non mi sembra di essere mai entrato in un cinema etero, non ci si sta forse allontanando da quello che è la condivisione per abbracciare involontariamente un giudizio sistemico di tutto ciò che ci circonda con supponenza, la stessa supponenza che allontana dagli orizzonti. Ho cercato di essere il più sintetico possibile, capisco che l’attenzione possa calare dopo la ventesima parola, questo può accadere quando alle parole si da il solo peso di parole e non di concetti!!!

  2. Non so se sia giusto paragonare questa manifestazione al gay pride.
    Non so per quanto riguarda l’America, ma a Londra l’anno scorso erano più gli slogan verso il safe cycling, per esempio “Can you see me now? Mind bikes when you drive”, quindi la manifestazione é ‘forte’ visivamente per raggiungere un obiettivo, essere notati! (ben riuscita vedendo le facce dei passanti in centro a Londra)
    Certo è che l’italia è ancora un paese di bigotti purtroppo, quindi le critiche andranno ad entrambe le manifestazioni secondo me.

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