Per la prima volta GAIASPIA deve chiedere scusa

volantino_fronte

Con il capo cosparso di cenere dobbiamo chiedere scusa a tutti i lettori del nostro post  del 1  giugno

https://gaiaspia.wordpress.com/2014/06/01/le-associazioni-gay-che-non-funzionano-a-roma-si-inchinano-per-un-registro-delle-unioni-civili/

Nel post avevamo dichiarato che le associazioni glbt romane si inchinavano davanti alla giunta capitolina in cambio di un misero registro per le unioni civili mentre altrove si parla di matrimoni.

Chiediamo scusa, vi abbiamo disinformato: NEMMENO UNO STRACCIO DI REGISTRO ANDAVANO A CHIEDERE QUEI CIALTRONI. UNA SEMPLICE DELIBERA CONTRO L’OMOFOBIA PER IMPEGNARE IL SINDACO A FARE QALCOSA (COSA? BOH?) E A PARTECIPARE AL GAY PRIDE DEL 7.

CIALTRONI!!!! IGNAZIO MARINO IL 7 GIUGNO SE NE STIA TRANQUILLAMENTE IN FAMIGLIA

“Fate le unioni civili”, “Sogno le unioni civili”, “Penso alle delibere popolari”, “Legalità dello statuto”. Manifesti a forma di fumetto sono stati esposti in apertura della seduta straordinaria contro l’omofobia dalle associazione Lgbt presenti in assemblea capitolina insieme allo striscione: “Legalità per le delibere di iniziativa popolare”.

Ha preso il via, a quattro giorni dalRoma Pride, la riunione dell’Assemblea capitolina per la discussione dei temi della “discriminazione di genere, omofobia e diritti di uguaglianza”. In aula Giulio Cesare hanno protestato diversi rappresentanti della comunità, con tanto di bandiere Rainbow. La seduta si è aperta in ritardo rispetto all’orario prestabilito per iniziale mancanza del numero legale. Prima dell’ultimo appello, che ha registrato un numero di consiglieri sufficiente per iniziare i lavori, la consigliera Sel Imma Battaglia, piccata per la mancanza di numero legale, ha detto ai suoi colleghi: “Io non vengo a votare il bilancio!”. Proprio Battaglia insieme alla collega Pd Giulia Tempesta ha preparato una mozione che, se approvata, impegna il sindaco Ignazio Marino, tra le altre cose, “a sostenere i valori del Pride e a partecipare alla manifestazione del 7 giugno 2014 con i propri rappresentanti istituzionali”. E poi anche a “prendere le adeguate misure affinché si espanda nel vivere comune una coscienza vivace e aperta alle diversità sessuali e che a tal proposito vengano promosse nell’ambito della formazione scolastica, nello sport negli uffici pubblici, attivita’ che abbiano come scopo la conoscenza dell’altro”. Presente in Aula l’assessore alle Pari Opportunità di Roma Alessandra Cattoi.

Tanti i cartelli di protesta esposti in Aula per chiedere al presidente Mirko Coratti di calendarizzare la delibera per l’istituzione del registro delle unioni civili, che non è all’ordine del giorno di oggi, perché “discutere a vuoto non serve, rispettate il regolamento e calendarizzate la delibera”. Nel frattempo i consiglieri del Movimento Cinque Stelle hanno abbandonato il Consiglio perché, ha detto intervenendo in Aula il consigliere, Virginia Raggi, “non ci facciamo coinvolgere in questa buffonata, questa è solo una seduta di facciata”.

Sono emersi alcuni punti principali a cui l’Assemblea capitolina ha impegnato oggi il sindaco e la Giunta di Roma Capitale, approvando la mozione a firma dei consiglieri Imma Battaglia (Sel) e Giulia Tempesta (Pd), con un risultato praticamente unanime (24 favorevoli; nessun contrario e 1 astenuto, Mino Dinoi di Cantiere Italia). Nel dettaglio: realizzare case di accoglienza per persone omosessuali e vittime di tratta transessuale nei beni confiscati alla mafia; rendere annuale l’impegno della Settimana Rainbow, che per la prima volta, su impulso dell’Aula, si è svolta quest’anno dal 12 al 18 maggio; patrocinare (per la prima volta) e partecipare con rappresentanti istituzionali al Roma Pride 2014 di sabato. Al voto ha partecipato anche il sindaco Marino. La mozione, poi, chiede di “attivare politiche e azioni positive volte alla comprensione e valorizzazione delle differenze attraverso la promozione di momenti di approfondimento che abbiano come scopo la conoscenza dell’altro e il contrasto all’omofobia e alla transfobia”, a prendere le “adeguate misure affinché si espanda nel vivere comune una coscienza vivace e aperta alle diversità sessuali e che a tal proposito vengano promosse nell’ambito della formazione scolastica, nello sport, negli uffici pubblici, attività che abbiano come scopo la conoscenza dell’altro”. E poi “a concretizzare progetti di prevenzione e sensibilizzazione su temi fondamentali come le malattie sessualmente trasmissibili” e, infine, a sostenere “tutte le azioni possibili in servizi rivolte alla comunità lgbtieq, garantendo servizi di ascolto e assistenza anche attraverso enti terzi autonomi, come avvenuto sino a oggi e come indicato anche dall’Unione europea”.

L’assemblea capitolina straordinaria sull’omofobia si è chiusa con uno ‘screzio’ tra il consigliere del Nuovo centro destra, Marco Pomarici, e Guido Allegrezza, militante Lgbt di Roma. Quest’ultimo a fine seduta ha alzato il dito medio nei confronti del consigliere Ncd e Pomarici, il quale avvicinandosi subito dopo ad Allegrezza ha chiesto ai vigili urbani presenti in aula la sua identificazione. “Sono stato aggredito due anni fa da gente omofoba. Ho alzato il dito medio verso Pomarici a seduta terminata perché

 dopo che noi abbiamo applaudito l’approvazione della mozione ci ha rivolto parole che ci additavano come sprovveduti”, ha spiegato il militante. Un episodio risoltosi però poco dopo. E i due si sono chiariti e stretti la mano. “Gli ho chiesto scusa”, ha spiegato Allegrezza.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/06/03/news/omofobia_sabato_il_gay_pride_a_roma-87972767/

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