Gay pride, l’Onda parte da Roma il 7 giugno. Poi tour in altre 12 città italiane

gp romaUn mese e mezzo di Pride, di sfilate “arcobaleno” in tutte le principali città italiane, per reclamare, ancora una volta, pari diritti. La comunità Glbt (Gay, lesbica, bisessuale e transgender) torna in piazza, partendo da Roma: il 7 giugno, nel ventennale del primo pride romano, ci sarà il corteo che, da piazza della Repubblica, passando per via dei Fori Imperiali, arriverà a piazza Madonna di Loreto.

Ma è solo il primo appuntamento dell’Onda Pride, la mobilitazione nazionale organizzata dalle principali associazioni gay italiane. Tredici le manifestazioni in programma: il clou è previsto il 28 giugno (giorno in cui si ricordano i moti di Stonewall), quando si marcerà a Torino, Milano, Venezia, Bologna, Perugia, Napoli, Lecce, Catania, Palermo e Alghero. Sarà poi la volta di Siracusa (il 5 luglio) e, infine, di Reggio Calabria (il 19 luglio).

L’ONDA
Dopo un primo tentativo pilota l’anno scorso, con cinque Pride coordinati tra loro (Milano, Bologna, Catania, Napoli, Cagliari), quest’anno sono più del doppio le città che hanno deciso di lavorare in rete e di partecipare alla mobilitazione. Per la prima volta, non ci sarà, quindi, un Pride Nazionale, ma soltanto molti pride locali, in parte coordinati tra loro. «L’Onda Pride – sottolinea Arcigay, tramite il presidente nazionale, Flavio Romani, presente alla conferenza stampa di presentazione dell’evento – moltiplica le giornate dell’orgoglio, mette in rete le tante e diverse realtà dell’associazionismo Glbt e le mette in sintonia con un’unica piattaforma rivendicativa. Quest’anno tentiamo di passare dal modello del Pride nazionale a quello della Nazione dei Pride, incentivando e valorizzando la mobilitazione non solo della comunità Glbt ma di tutte le comunità locali che l’onda attraverserà. Tutto il movimento Glbt, insomma, stringe un grande patto civile con il Paese, si allea coi cittadini e le cittadine, con gli amici, le amiche, i familiari, i vicini di casa, e scatena un’onda per portare forte e chiara la richiesta di diritti all’attenzione di chi da sempre la ignora totalmente».

NELLA CAPITALE
Diciassette i carri che si daranno appuntamento, nella capitale, in piazza della Repubblica, a partire dalle 15. Da quello del coordinamento Roma Pride a quello del Mario Mieli, passando quelli di Agedo, DìGayProject, Cgil, Gay Village. Il corteo, che è patrocinato dalla Regione Lazio e da Roma Capitale, e vedrà scendere in piazza Ignazio Marino, passerà per via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Merulana, Largo Brancaccio, via Labicana, piazza del Colosseo e, infine, via dei Fori Imperiali. A partire dal 3 giugno, inoltre, al Circolo degli Artisti, dalle 17 alle 24, sarà allestito un Pride Park patrocinato dalla Regione Lazio, che prevede proiezioni, incontri e reading (tutti a ingresso libero). “Adesso fuori i diritti”, lo slogan, con il quale, spiegano gli organizzatori, “si vuole lanciare il guanto di sfida alla politica, che non mantiene gli impedni, e non si dimostra capace di tenere il passo di cambiamenti sociali”.

Spazio, naturalmente, alla parte “ludica” by night, con le feste a tema: da quella di sabato 31 maggio al Giam (presso il Planet), fino a quella finale, il 7 giugno, a Muccassassina.

«La nostra adesione al Pride è convinta – ha detto l’assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi – non solo abbiamo deciso di esporre in Comune la bandiera Rainbow, ma numerosi membri della giunta sfileranno in strada il 7 giugno. Roma è impegnata nelle giuste manifestazioni che gli omosessuali
organizzano per la tutela dei loro diritti, per arrivare, e questo lo dico in prima persona, ad avere anche a Roma un registro delle unioni civili. Si tratta di un progetto a cui stiamo lavorando da mesi e che speriamo manifestazioni partecipate come quella del Pride, possano aiutare a rendere possibile».

OLTRE ROMA
«Un calendario denso, una mobilitazione di tutto il Paese – sottolinea Arcigay – che passa attraverso territori che ormai celebrano per tradizione l’orgoglio Glbt (come Bologna, Catania, Milano, Napoli, Torino), ma anche per città che per la prima volta mettono in agenda questo appuntamento». È il caso di Alghero, ad esempio, sede scelta quest’anno per il Sardegna Pride; e quello di Lecce, che accoglierà il 28 giugno la parata lgbti. Battesimo dell’orgoglio anche per Reggio Calabria (per la città e per tutta la regione), e per Siracusa, che assegna alla Sicilia un singolare primato: sono infatti tre le parate dell’orgoglio in programma oltre lo stretto di Messina – Siracusa appunto, assieme a Palermo e Catania. A Siracusa, il Pride si svolgerà in barca, sulle tradizionali imbarcazioni siracusane, con partenza da Riva Garibaldi. Sceglie la via della sostenibilità il Pride di Milano, che sfilerà senza carri amplificati e con musica originale. Parata a piedi anche per Bologna, dove il Pride è ormai tradizione ventennale, e per Venezia, dove invece la manifestazione fa ritorno dopo un lungo periodo di assenza. Un Pride stanziale è la soluzione trovata a Perugia, con un village all’interno della città. Allarga l’orizzonte a tutto il Mediterraneo, infine, il Pride di Napoli, che candida la città partenopea a polo di incontro e riflessione sui diritti e le discriminazioni per tutte le terre che affacciano sul Mare Nostrum.

Non manca un appello al premier, Matteo Renzi: a lanciarlo è Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center: «Matteo Renzi dovrebbe partecipare al Pride. Renzi ha detto di essere favorevole a normare le unioni civili gay e lesbiche in Italia sul modello tedesco. Ad oggi non abbiamo ancora visto proposte concrete da parte del Governo. La partecipazione al Pride sarebbe un segnale di attenzione e un nuovo punto di partenza per non continuare a rinviare una decisione che ci vede molto lontani dal resto d’Europa».

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/onda_pride_gay_roma_pride/notizie/714046.shtml

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