Caro Scalfarotto, ora dimostraci che non sei lì solo perché sei gay

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Caro Ivan Scalfarotto,
nei giorni scorsi dopo la nomina a Sottosegretario ti sei chiesto: «Ma sono qui perché gay o per altri meriti?» Bene, hai una prima occasione per rispondere alla domanda.

Dopo la levata di scudi sulle quote rosa, che il Pd difende al punto da estenderle anche per gli indagati nel governo, con la garanzia della rappresentanza femminile grazie a Francesca Barracciu, è stata appena presentata dal tuo partito in Senato l’ennesima legge-ideologica sulle unioni civili. Una norma scritta perché papa Bergoglio possa ritrovare, all’indomani della sua intervista, i principi cardine del suo pensiero belli e scritti in una norma di legge dal Partito democratico. Non appena si parla di gay, caro Scalfarotto, da sotto le macerie del tuo partito riaffiora infatti il grande dilemma di fondo: cos’è il Pd? Un partito laico, dove ognuno crede in ciò che vuole, ma le leggi si fanno nel nome dello Stato laico. O un partito moderato cattolico che, senza i toni di Giovanardi, combatte battaglie di retroguardia che in Europa (quella che predicate) sono ormai battaglie considerate vetuste addirittura dai partiti conservatori?
L’ultimo esempio è il nuovo disegno di legge del Pd, a prima firma Emma Fattorini e Stefano Lepri, sulle Unioni civili tra persone dello stesso sesso. Porta la firma di 22 senatori e si va ad aggiungere alle altre proposte che, ferme in Parlamento, provano a regolamentare una materia da sempre fonte di polemiche. A cosa serve l’ennesimo disegno di legge? Non a migliorare l’iter della norma, anzi. Serve a dare buona e pia testimonianza di fede oltretevere. All’indomani dell’intervista di Papa Bergoglio, infatti, arriva la leggina del Pd, che ha come unico scopo specificare che qualunque cosa si approvi in parlamento non sarà mai parificata al matrimonio, né toccherà il tema figli. «La proposta di legge – precisano Fattorini e Lepri – non modifica la disciplina giuridica del matrimonio cosi’ come attualmente regolata dalla legislazione italiana, ne’ influisce in alcun modo sulla condizione giuridica dei figli o sulla disciplina delle adozioni dei minori». Una specie di preghiera dei fedeli, insomma, per affermare il proprio credo più che per presentare una buona legge. Nel Nord Europa l’hanno capito da un pezzo i conservatori che se si vuole salvare davvero il matrimonio, istituzione vecchia e in crisi profonda anche in Italia, questo va allargato ai gay. Tanto che i movimenti omosessuali sono diventati, a mio avviso, i pontieri dei nuovi Teocon del terzo millennio. Ma questo è un altro tema. Parliamo di cose semplici: il Pd e le sue leggi.
È comprensibile che politici cattolici del calibro di Giovanardi o Binetti non si rassegnino, ma è curioso che invece sia il Pd a tenere bassa l’asticella dei diritti civili. Questo ennesimo disegno di legge ne è la prova. Sarà infatti l’ennesimo pezzo di carta che farà polvere in Senato. Sarà l’ennesima brutta legge proposta dal Pd in materia di diritti civili, dopo quella sull’omofobia che – se non fossimo in Italia e abituati a tutto – potrebbe sembrare uno scherzo.
Non farci pensare, caro Sottosegretario, che davvero tu sia lì perché sei gay. Aprin subito un dibattito serio nel suo partito, o se non riesci a farlo diventare serio, almeno laico. Altrimenti vorrà dire, secondo la logica dei Dem, che non serve dare i diritti ai gay. Basta dare loro le poltrone. E che tu sei lì perché sei gay. E non per altri motivi.

Dispiacerebbe.

http://cerno.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/03/07/caro-scalfarotto-ora-dimostraci-che-non-sei-li-solo-perche-sei-gay/

 

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