Da sacerdote a felice marito gay, è la prima volta nella storia

Gioeni

Quando aveva 12 anni, confessò alla madre che amava i bambini. Ma Andrés Gioeni, che adesso ha 43 anni, ricevette tanta disapprovazione che fu costretto a reprimere per anni i suoi sentimenti. Arrivò il primo rapporto eterosessuale, un vero disastro. Andare al cinema, mangiare il gelato, camminare mano nella mano per le strade di Mendoza (Argentina), e poco altro …

“Credo che il fatto di non essere riuscito ad accettare la mia omosessualità mi abbia convinto di avere una vocazione come prete, perchè non sentivo la passione nelle relazioni di coppia” racconta Gioeni a El Mundo. Questo ragazzo argentino divenne sacerdote nel 2000 fino a quando un giorno, capito il suo errore, ha avuto il coraggio di ricominciare da zero la sua vita.

Andrès scoprì di essere gay dopo aver conosciuto un uomo su un sito di incontri. Così, decise di lasciare la sua promettente carriera nell’arcivescovado di Mendoza, la sua città, la famiglia e gli amici. Si trasferì poi a Buenos Aires con qualche vestito e senza soldi in tasca. “E ‘stato difficile dover iniziare una nuova vita a Buenos Aires, dove non conosceva nessuno”, ha ricordato.

Ma la scommessa è stata vinta. Grazie ai suoi studi di teologia e filosofia, Andrès ha trovato lavoro come commerciale nel settore dell’editoria religiosa, anche se questo lavoro non lo convinceva. Decise allora di creare un book con le foto del suo corpo e girò numerose agenzie e punti vendita per trovare qualcuno che gliele pubblicasse.

Uno sforzo che venne presto premiato. Prima Andrès trovò lavoro come modello di biancheria intima, poi arrivò l’offerta della rivista gay “Empire”, per la quale ha posato nudo. La notizia arrivò presto a Mendoza, dove ancora nessuno sapeva della sua omosessualità.”E ‘stato un grande scandalo e una delusione per la mia famiglia. Ancora lì mi conoscevano come Padre Andrew”. Inoltre, anche se non era più un sacerdote, Andrès ricevette una lettera di espulsione dall’episcopato, dove veniva riportato il divieto di esercitare la professione.

Nel luglio dello scorso anno, Andrès decise di diventare la voce dei gay cattolici, e scrisse una lettera al suo connazionale Papa Francesco. “Ho deciso di essere portavoce di una parte delle persone che appartengono alla comunità omosessuale. E, umilmente, la invito ad approfondire ulteriormente la teologia morale sessuale tenendo in considerazione l’esperienza di persona omosessuale “.

Nessuna delle sue lettere ha avuto risposta, ma Andrès si è mostrato comprensivo, alludendo alle “varie pressioni”che Pontefice riceve dai settori più conservatori della Chiesa.

Ora, 14 anni dopo aver lasciato il sacerdozio, sta per arrivare un ulteriore grande passo nella sua vita, il matrimonio con Luis, il suo attuale compagno con il quale convive. Hanno in programma di ufficializzare la loro unione il 7 marzo presso la cancelleria civile Martinez (Buenos Aires). Sarà una cerimonia molto intima, con soli 40 invitati.

Gioeni guarda indietro ed è orgoglioso del percorso intrapreso. “La vita che sto vivendo è quella che voglio vivere“, dice. Ne valeva la pena? “Sì, certo, non cambierei nulla.”

http://www.resapubblica.it/religioni/da-sacerdote-felice-marito-gay-e-la-prima-volta-nella-storia/

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