Mondo Gay: Matteo Renzi – Rosa Parks – Onda Pride

Rosa PArks

Lei si fece arrestare per i diritti di tutti. Quali dei capetti delle associazioni lgbt farebbe altrettanto? Nessuno, tutti a candidarsi per una poltrona

Difficile fare una sintesi? Non tanto. Cominciamo da Rosa Parks, colei che nell’America degli anni 50 diede inizio alla protesta delle persone di colore rifiutandosi di alzarsi dal posto in autobus riservato ai “bianchi”.

Grande eroina, un esempio per tutti. Ma quale? Molti eminenti commentatori lgbt hanno il vezzo di usare la figura storica di Rosa Parks per invocare il massimalismo nelle trattative sui diritti delle persone gay (in genere di quelli delle persone transessuali sorvolano ma questa è un altra storia).

Peccato che lo facciano a sproposito. In genere dichiarano: “Rosa Parks non chiese di avere un autobus per i bianchi e uno per i neri, lei lottò per viaggiare tutti sullo stesso autobus senza differenze e posti riservati, quindi o matrimonio o niente”.

Giusto, bene, bravi; ma con qualche precisazione. Negli anni ’50 le persone di colore avevano diritto a salire sugli autobus (anche se dovevano sedersi nei posti a loro riservati, avevano le loro fontanelle (anche se distinte e spesso più sporche di quelle dei bianchi), avevano le loro scuole (anche se spesso o sempre di serie B e con meno finanziamenti). Partendo da una situazione di schiavitù del secolo prima erano arrivati a conquistare questi “diritti”.

La situazione delle persone omosessuali in Italia nel 2014 è leggermente diversa. Noi sugli autobus non ci possiamo salire, andiamo a piedi, noi le fontanelle non le abbiamo, moriamo di sete, noi le scuole non le abbiamo, impariamo a leggere da soli quando ci riusciamo.

Non è la stessa cosa, non dal punto di vista legislativo.

Poi esiste un’altra differenza, Rosa Parks fu il sassolino che scatenò la valanga, per lei, con lei e grazie a lei una nazione si infiammò, centinaia di migliaia di persone cominciarono a boicottare i servizi di trasporto pubblico, pagando anche un prezzo molto alto, non solo in termini economici.

Noi? Quale prezzo siamo disposti a pagare? Quante persone seguirebbero la nostra/il nostro Rosa Parks? Le 50/70 della manifestazione davanti l’ambasciata Russa in difesa di Vladimir Luxuria? Numeri forniti da uno degli organizzatori e facilmente verificabili dalle foto (scommettiamo che alla stessa ora pur essendo un lunedì di febbraio alla gay street a bere birra e chattare su grindr ce n’erano almeno il quadruplo di gay/lesbiche/transgender? NdR) Le poche centinaia o migliaia che alle ultime elezioni hanno votato per candidati lgbt? A Roma la “potente” zarina Rossana Praitano ha raggiunto a malapena le mille preferenze classificandosi al 34 posto (o giù di lì).

Matrimonio si, a tutti i costi, ma quale è il nostro peso contrattuale? Quanto valiamo? Quanto facciamo paura? Ricordate che la Barilla ha cominciato ad avere paura quando le associazioni lgbt made in USA e Tedesche hanno cominciato a muoversi, delle nostre se ne sono fragate altamente. (delle strombazzate dichiarazioni e scuse di Pietro Barilla avete un riscontro? Ha fatto qualcosa?)

Allora a Matteo Renzi cosa possiamo chiedere, cosa possiamo pretendere da lui?

Matteo Renzi partecipò ufficialmente al family day omofobo

Matteo Renzi partecipò ufficialmente al family day omofobo

Lasciamo perdere, sarebbe meglio dichiarare che delle unioni civili/matrimoni/DICO non se ne occupi, pensasse ad altro, ne ha di cose da fare, tanto non siamo in grado di incidere e l’unico risultato che potremmo ottenere sarebbe di diventare la discriminante per una campagna elettorale dell’UDC “noi con la famiglia – loro con i gay pedofili e pervertiti”

Care associazioni datevi da fare, troppe persone omosessuali sono nascoste, chiuse negli armadi, invece di rincorrere i giornalisti concedetevi un anno sabbatico dalla politica di palazzo e scendete tra la gente per l’obiettivo principale del momento COMING OUT.

28 giugno in tutta italia

28 giugno in tutta italia

Il resto non sapete farlo. (salvo poi candidarsi in questo o quel partito, il culo sulla poltrona ci tenete ad averlo).

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