RICORDATEVI STONEWALL: NON ASPETTARONO IL GIORNO DOPO PER LOTTARE PER I PROPRI DIRITTI!! PRESIDIO ORA – VLADIMIR LUXURIA LIBERA SUBITO

Stonewall Riots, June 28, 1969 (2)

A STONEWALL non aspettarono il giorno dopo, gay trans e lesbiche agirono SUBITO https://gaiaspia.wordpress.com/2014/02/16/vladimir-luxuria-arrestata-in-russia-presidio-immediato-davanti-ambasciata-russa/

Molte persone si sono radunate davanti l’ambasciata già adesso, non lasciamoli soli, non lasciamo sola VLADIMIR  LUXURIA il raduno è adesso 

La retata di Stonewall e le conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Diversi fattori differenziano la retata che si svolse il 28 giugno da altri simili allo Stonewall Inn. Generalmente, il sesto distretto avvisava i gestori dello Stonewall Inn prima delle retate, che si compivano abbastanza presto la sera, in modo da permettere il normale ritorno agli affari per le ore di punta della notte.

Approssimativamente all’1 e 20 di notte, molto più tardi del solito, otto ufficiali del primo distretto, dei quali solo uno era in uniforme, entrarono nel bar di Christopher Street. Gran parte degli avventori fu in grado di sfuggire all’arresto, poiché gli unici arrestati furono “coloro i quali si trovavano privi di documenti di identità, quelli vestiti con abiti del sesso opposto, e alcuni o tutti i dipendenti del bar[6].

I dettagli su come ebbe inizio la rivolta variano. Secondo un resoconto, Sylvia Rivera scagliò una bottiglia contro un agente, dopo essere stata pungolata con un manganello[7]. Un’altra versione dichiara che una lesbica, trascinata verso un’auto di pattuglia, oppose resistenza, incoraggiando così la folla a reagire[8][9]. Comunque sia, la mischia si accese in mezzo alla folla, che presto sopraffece la polizia. Intontiti, i poliziotti si ritirarono all’interno del bar. Il cantante eterosessuale Dave Van Ronk, che stava passeggiando nella zona, venne afferrato dalla polizia, trascinato nel bar e picchiato. Gli attacchi della folla non cessavano. Alcuni cercarono di appiccare il fuoco al bar. Altri usarono un parchimetro come ariete per costringere gli agenti ad uscire. La notizia della rivolta si diffuse rapidamente e molti residenti, così come gli avventori dei bar vicini, accorsero sulla scena.

Nel corso della notte la polizia isolò molti uomini effeminati e spesso li picchiò. Solo nella prima notte vennero arrestate 13 persone e vennero feriti quattro agenti di polizia, oltre a un numero imprecisato di dimostranti. Si sa comunque che almeno due dimostranti vennero picchiati selvaggiamente dalla polizia[10]. Bottiglie e pietre vennero lanciate dai dimostranti che scandivano lo slogan “Gay Power!“. La folla, stimata in 2.000 persone, battagliò contro oltre 400 poliziotti.

La polizia inviò rinforzi composti dalla Tactical Patrol Force, una squadra anti-sommossa originariamente addestrata per contrastare i dimostranti contro la Guerra del Vietnam. Le squadre anti-sommossa arrivarono per disperdere la folla, ma non riuscirono nel loro intento e vennero bersagliate da pietre e altri oggetti. Ad un certo punto si trovarono di fronte a una fila di drag queen che le prendeva in giro cantando:

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