Candidati segreteria PD: Civati chiede il matrimonio gay Renzi sostiene che essere gay è una scelta

civatiNoi tifiamo per Civati, non dimentichiamo che Matteo Renzi (padre politico di Ivan Scalfarotto) partecipò come presidente della provincia al Family day del 2007

Renzi ammirato dalla Binetti: «Trovo che Matteo Renzi sia una splendida espressione del Pd che io vorrei”.
Sic dixit l’allora senatrice del Pd (ora UDC) Paola Binetti nell’aprile 2009. La “splendida espressione” del Pd di cui sopra invece non molla il partito, pur continuando a dichiararsi favorevole all’apparentamento con l’UDC.

Renzi e la chiesa cattolica omofobica romana: Renzi sulla Chiesa: 15 febbraio 2011, «In questo clima di profonda crisi delle istituzioni, la parola del Papa è un punto di riferimento per la nostra amministrazione, perché è sbagliato relegare a un mero fatto privato la dimensione religiosa”. Ottobre 2010, “mi piace da matti il Papa quando dice che serve una nuova generazione di cattolici impegnati in politica”.

Renzi e l’educazione sessuale nelle scuole: Nell’agosto del 2005, da presidente della provincia di Firenze, il margheritino Renzi, eletto con i voti dell’unione, sbatte fuori dalla giunta un paio d’assessori, uno dei quali alle Pari Opportunità, in quota PrC, l’altro il troppo ambientalista dei Verdi. Assume a sé le deleghe ed emerge il motivo del siluramento: aver l’assessore protestato per lo stop ai corsi di approfondimento sull’orientamento sessuale (in pratica portare nelle scuole la parola “omosessualità”).

Renzi e la violenza omofobica: Sempre su omosessualità: settembre 2009, in zona Santa Croce un ventiseienne gay viene pestato da un gruppetto di eterosessuali invasati e finisce all’ospedale con fratture multiple al viso. Il sindaco si catapulta al nosocomio con telecamere a seguito, si dichiara allibito ed esterna:“Il mio pensiero va al ragazzo, al suo dolore fisico e morale, alla sua famiglia e ai suoi amici”. Esattamente un mese dopo, dietro l’urgenza dettata dai molti episodi di violenza omofoba in tutta Italia, nonostante gli sforzi della commissione pace, le tre mozioni presentate in consiglio comunale ed il consenso della cittadinanza, Renzi si nega la partecipazione di Firenze con il suo Gonfalone al corteo nazionale contro l’omofobia a Roma. Ci andranno i Pd Franceschini, Marino e Bersani, financo Mara Carfagna invierà una lettera da leggersi sul palco.

Renzi e la famiglia:Renzi onora i Family day e condanna le difficoltà delle mamme lavoratrici; contestualmente promuove la privatizzazione degli asili, le cui rette saranno pagate quasi interamente dagli stipendi delle suddette.

Renzi e i matrimoni tra persone dello stesso sesso:  E’ contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso e sulle unioni civili pensa che bastino accordi privatistici, (l’amore come fatto opportunistico-economico).

Renzi e gli immigrati: “Sgomberare anche con la violenza se necessario” così nella sua ordinanza alle forze dell’ordine il 24 maggio scorso, per volatilizzare il presidio di protesta dei richiedenti asilo eritrei e somali davanti alla Fortezza da Basso. All’alba vigili in guanti di gomma intimano ai profughi d’allontanarsi (dove?) e fanno sparire nelle camionette tutto quel che trovano, compresi cibo, palloni da calcio e sacchi a pelo.

Renzi e la resistenza: La perla dell’anno il sindaco della città Medaglia d’oro della Resistenza la consegna al Tg1 di Minzolini ad agosto, in occasione della Festa della Liberazione di Firenze. Per giustificare lo scippo del discorso ufficiale, tolto all’ANPI e consegnato all’omelia del cardinal Piovanelli, Renzi non esita ad usare il nome del cardinale Dalla Costa, che aiutò molti ebrei a salvarsi dai rastrellamenti.

http://www.santalmassiaschienadritta.it/2011/10/sono-renzi-matteo-e-nessuno-mi-conosce-3.html

Sono chiamati ad esprimere la propria idea di partito ma anche del paese i candidati alla segreteria del più grande partito della Sinistra italiana. Pippo Civati, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella e Matteo Renzi hanno presentato i documenti programmatici con cui si sfideranno alle primarie per la segreteria del PD e che contengono la propria visione delle cose, dalle più semplici – se mai ce ne fossero – a quelle più spinose. Non manca la questione dei diritti lgbt, vero campo minato nel Partito Democratico dato che più volte si sono scontrate posizioni interne molto diverse tra loro. Ecco quindi cosa propogono i quattro candidati.

Nelle 70 pagine di Dalla delusione alla speranza, a firma Pippo Civati, il candidato propone la sua visione laica del Paese, basata sull’estensione del matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso e la coraggiosa – c’è da dirlo – “estensione della possibilità di adozione a persone single o alle coppie formate da persone dello stesso sesso”.
Il candidato dell’establishment Gianni Cuperlo nel suo documento di 22 pagine Per la rivoluzione della dignità se la cava con un generico “sì ai diritti e doveri per le coppie di fatto omosessuali”; una formula che non rischia di causare fastidio né scontenta alcuno.

Si chiama Il futuro che vale. Per un partito democratico, solidale, europeo il documento di un altro Gianni, Pittella, che in 24 pagine affronta il più generico tema della diversità: bisogna difendere – scrive – “i diritti e la libertà di essere, nel rispetto di tutti; cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei, mussulmani e laici, migranti e residenti, giovani e anziani, omosessuali ed eterosessuali, donne e uomini, studenti”.
Cambiare verso al partito è quello che proponeMatteo Renzi. Nell’omonimo documento di 18 pagine il Sindaco di Firenze parla di costruire “uno spazio nel quale la libertà di ogni persona di compiere le proprie scelte, anche le più intime e fondamentali decisioni della vita, può convivere in armonia con la libertà di ciascuno di vivere liberamente le proprie convinzioni. È in quello spazio che è possibile costruire un Paese avanzato sul tema dei diritti civili, senza alcuna paura di cancellare la nostra identità e le nostre radici culturali”. Il Sindaco di Firenze, in quanto candidato dato per favorito dai sondaggi, è quello da battere e il riferimento all’omosessualità – seppure non venga mai nominata – come una “scelta” spinge i civatiani ad attaccare: «Davvero un candidato segretario nazionale del PD parla di “scelte” e “convinzioni” per le persone gay, lesbiche, bisessuali e trangender? Un passo indietro enorme, un uso del linguaggio che, probabilmente, sottende una visione ideologica della questione», scrive su Facebook Daniele Viotti, del comitato Civati Pride.

http://www.gay.it/news/Primarie-PD-documenti-candidati-temi-lgbt

 

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