Roma, gay denuncia aggressione alla metro Cipro: “Pestato da una testa rasata”

cipro

Un’aggressione violenta, un pestaggio in piena regola. Da una parte un ragazzo omosessuale, dall’altra uno con la testa rasata. Il risultato è un volto martoriato dalle ferite, come documenta una foto pubblicata dal sito “La Fenice Gay”, che ha denunciato la vicenda. L’aggressione, secondo quanto viene riportato dalla pagina web dell’associazione, sarebbe avvenuta la sera del 22 settembre, alla fermata della metro Cipro. Ercole – questo il nome della vittima – era seduto su una panchina, intento a scrivere sul taccuino.

«Scusa, hai una sigaretta?», gli chiede un ragazzo. Di fronte alla sua risposta negativa, quel giovane – che ha la testa rasata – lo incalza: «Che stai a fare a quest’ora qui da solo seduto su questa panchina?». «La mia voce esce con naturalezza così come la risposta – scrive Ercole ripercorrendo quell’assurda serata – Non ci penso neanche un istante. ‘Prendo degli appunti frattanto che aspetto il mio compagno».

E’ allora che scatta la reazione violenta, dapprima verbale, poi fisica: «Ma allora sei un finocchio, un frocio di merda!», gli urla contro, prima di picchiarlo. «Alzo lo sguardo: vedo uno dalla testa rasata e gli occhi di ghiaccio. Un microsecondo ed un pugno c’entra il mio occhio destro fracassandomi l’arcata sopracciliare – racconta ancora Ercole – il viso mi si riempie di sangue, mi chiudo a riccio intontito dal dolore. Altri tre pugni mi colpiscono al naso alla nuca ed ancora sul viso. Frattanto quel l’essere disadattato continuare a ringhiare: ‘finocchio, frocio di merda’». Alla scena assistono due amici dell’aggressore: «Io sto lì rannicchiato seduto ancora sulla panchina gocciando sangue copiosamente. Sento altri due individui avvicinarsi e dire all’aggressore: ‘Eddai gliele hai suonate andiamo prima che arrivi qualcuno. Hai fatto bene fratello’».

«I tre si allontanano, gasati, sento, da lontano le loro voci divertite – scrive ancora Ercole – Io resto immobile dolorante e zuppo del mio sangue, li fermo, perso nella cognizione del tempo solo il dolore e il sangue che scorre a scandirlo. Non ho idea di quanto tempo io sia rimasto li accasciato prima del sopraggiungere del mio compagno. Di sicuro so che per un attimo la mia stessa esistenza veniva riportata a cinquant’anni fa quando essere un omosessuale era una discriminante che si pagava nei casi più estremi con la vita stessa».

SOCIAL NETWORK. La foto del volto ferito di Ercole, in queste ore, sta facendo il giro del web, suscitando rabbia e indignazione, mentre l’associazione La Fenice, presieduta da Sergio Attanasio, sta fornendo assistenza legale alla vittima dell’ennesimo pestaggio omofobo. «Io ed Ercole siamo cresciuti insieme a Catania e ne abbiamo passate tante che racconteremo ai nostri nipoti – ha scritto Daniele Cannata su Facebook – Lui è stato ridotto così da qualche balordo solo perchè ha la ‘colpa’ di essere day. No, non è un omicida, ne un infanticida, non abusa di bambini e non vende la droga. Lui Ama un altro Uomo. Vi chiedo di denunciare quanto accaduto pubblicando questa foto sulle vostre bacheche, a favore dell’approvazione della legge contro l’omofobia».

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/gay_aggressione_metro_cipro_roma/notizie/332088.shtml

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