Dire sono gay a coniuge e figli

delia

Il ragazzo o la ragazza che oggi si fanno schiacciare dall’omofobia che adulti saranno domani? Se intorno a te l’omosessualità è stigmatizzata e non trovi la forza di considerarla una “opzione possibile” che futuro avrai? “Da adolescente essere gay per me era impensabile, io ero un bravo ragazzo. Mio padre a tavola diceva: se avessi avuto un figlio finocchio lo avrei cacciato a calci fuori di casa. Quelle parole avevano su di me l’effetto di un anestetico, seppellivo le mie pulsioni e tutta la mia vita veniva pilotata dalla parte razionale, volevo compiacere i miei genitori e allinearmi a un certo tipo di educazione religiosa”. Ma non può funzionare. “Ho iniziato a soffrire di malattie psicosomatiche, di colon irritabile, finchè non ho avuto una depressione. Avevo tagliato tutti i miei istinti. Da adolescente ero attratto dai coetanei, alcuni uomini mi suscitavano forti emozioni, ma io cancellavo tutto”.delia1 A parlare è Fabrizio Paoletti, co-presidente della Rete Genitori Rainbow (RGR) che riunisce adulti gay, lesbiche, bisessuali e trans con figli da relazioni etero. Ed è con la sua testimonianza che “liberi tutti” prosegue il viaggio dentro le difficoltà del “coming out” dopo il suicidio del 14enne romano gay vittima dello stigma. “Quando stavo male sentivo di voler andare da uno psicologo, ma non mi dedicevo perché sapevo che avrei detto a me stesso “io amo i maschi” – continua Paoletti -. Il mio tentativo di conformarmi alla maggioranza è fallito grazie a mia moglie. Lei si è innamorata di un altro forse a causa delle tensioni che io vivevo ”. La separazione fornisce a Paoletti la libertà di scoprire davvero chi è. Grande peso ha avuto nella sua vita, come in quella degli altri adulti “rainbow”, il desiderio di essere genitore, Paoletti ha una figlia nata nei primi anni del matrimonio che oggi frequenta il liceo scientifico. Di fatto, se soltanto tardi ti dai la possibilità di vivere la parte fino a quel momento tenuta “in ombra” devi fare i conti con il progetto realizzato “alla luce del sole” e con gli impegni presi. Le storie sono tante: “c’è la donna con due figli adolescenti che da giovane ha fatto di tutto per adeguarsi ai desideri della madre, nello studio e nelle amicizie, arrivando a riempire la chiesa di fiori rosa il giorno delle nozze perché è il colore preferito dalla genitrice. Finché non conosce una lesbica e si rende conto che si può vivere bene anche amando una donna”. C’è la 35enne sposata con figli che viene tradita dal marito e si scopre omosessuale: “Se l’altro coniuge rompe il modello familiare tradizionale può liberarti dagli obblighi, permettendoti di svelarti in primo luogo a te stesso”, commenta Paoletti. Ancora, c’è la quarantenne con figli sposata a una sorta di “padre padrone” del quale teme le reazioni se venisse a sapere del suo lesbismo: “Sono succube di mio marito, ho paura della sua violenza” ha detto ed è stata accompagnata presso un centro donna. Ci sono i padri svalutati perché gay: “Un nostro associato dopo la separazione ottiene la sentenza per l’affido condiviso. La moglie lo scredita agli occhi della figlia, “tuo padre è un finocchio, è un…”. La figlia crescendo non vuole più vederlo”. La reazione frequente del coniuge è: “mi hai mentito”. “Tu lo sapevi, mi hai rovinato, mi trovo da sola con due figli, la mia vita è finita, dicono molte mogli” aggiunge Paoletti. “Una strategia è quella di mettere i figli contro il coniuge arrivando allo stalking. Una donna piemontese ha tentato il suicidio e dopo ha rivelato a tutti con insulti che il marito è gay”. Spesso è messa in atto nei casi di un genitore trans. Se la realtà più frequente vede padre o madre iniziare relazioni extraconiugali “in forma sperimentale” per poi lasciare crescere il legame e prendere atto che la vita in famiglia è una recita, non mancano le situazioni di stallo. “Parecchi coniugi dicono: “viviti le storie omosessuali, basta che restiamo insieme”, ma non può durare all’infinito”, considera Paoletti. A volte il coraggio di svelarsi non si trova mai. In tempi di crisi l’aspetto economico pesa di più: “Un uomo si separa dalla compagna ma la mantiene e provvede alle necessità del figlio, così le aggressioni verbali rientrano”. Possibili i casi di coniugi separati ciascuno con una propria vita sentimentale che mantengono rapporti sereni anche dettati da una intesa costruita nel tempo. E i figli? I genitori temono di perdere stima e amore, ma spesso il legame tiene. Quando sono piccoli alla notizia possono chiedere: “Ho capito, sei gay, continuiamo a giocare?”

Delia Vaccarello

http://liberitutti.com.unita.it/culture/2013/08/28/dire-sono-gay-a-coniuge-e-figli/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...