“Associazioni di pazienti: una questione di trasparenza”: (Tra Arcigay Bologna e PLUS comincia la guerra)

Fatta nascere dal sonosoloiolexpresidentenazionale (alcuni maligni ipotizzano fosse il prezzo pagato per l’appoggio di Arcigay Bologna alla sua candidatura) alla fine del 2011 nasceva l’associazione  di pazienti omosessuali sieropositivi all’HIV PLUS, costola di Arcigay (si pensava).

Apparve curioso ai più che la (ormai moribonda) associazione lgbt italiana delegasse, dopo il settore legale appaltato a Rete Lenford, il settore salute ad una associazione terza. La risposta fu che comunque il direttivo sarebbe stato sotto il controllo Arcigay ….. siiiiiiiii credeteci.

Serviva una nuova ennesima associazione? Via il settore donne (appalto di Arcilesbica), via il settore transessuale (per non dare fastidio al MIT), via il legale, via salute, via settore economico (ora di ANDDOS e a breve anche di….), cosa rimane da fare per l’associazione? Occuparsi del tempo di cottura dei fagioli con le cotiche?

Ma qualcuno non ci stà! In nome degli ideali di mission dell’associazione? Macchè.

Da uno scambio di accuse pubbliche su Facebook apprendiamo che tra PLUS e il Cassero di Bologna si prepara la guerra (carte bollate? Tribunali? Sciabolate dietro il convento all’alba? non sappiamo) per un banale quanto antico motivo: SOLDI

I due contendenti sono da un lato Vincenzo Branà presidente del Cassero di Bologna (Arcigay) e dall’altro Stefano Pieralli, sconosciuto ai più ma cacciato dal Cassero e autocandidato presidente nazionale per il congresso di Ferrara come presidente nazionale ma su cui pesò il veto di un ex presidente Arcigay e di 3/4 dei comitati.

La scintilla del contendere è stata l’edizione 2013 di Miss Alternative, manifestazione di finanziamento bolognese per le associazioni che si occupano di lotta all’HIV ma sembra che lo scontro sia più profondo. Si parla di soldi ricevuti dalle industrie farmaceutiche. Illegale per delle associazione di tutela delle persone sieropositive ricevere soldi dalle case farmaceutiche che i farmaci li vendono? Dipende. Certo un po’ strano, magari sarebbe meglio dichiararlo e far sapere quanti e a chi sono andati i soldi http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1892

. Uno potrebbe pensare che l’accettazione e il silenzio ad esempio sulla profilassi pre-espositiva (ti imbottisco di farmaci antiretrovirali anche se sei sieronegativo così puoi scopare senza preservativo), pratica molto discussa e che sembra legata alla scadenza sui brevetti di molti farmaci e quindi sulla ricerca di un nuovo mercato economico senza discutere seriamente sull’utilità e sul danno provocato dagli effetti collaterali in persone sane, insomma si potrebbe pensare che le case farmaceutiche comprino il silenzio-assenso delle associazioni (noi non vogliamo crederlo, ma siate trasparenti).

Oppure sulla validità dei test salivari.

Comunque giudicate voi:

 

 

 

 

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pieralli plus case farmaceutiche

 

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