Gay Pride: senza giacca e cravatta (come cantava Nino D’Angelo)

Il caldo ci porta a citazioni colte, ma anche il solito scemenzaio di polemiche pre pride contribuisce. Come ogni anno la solita triste polemiche: troppi nudi, troppi glamour troppo carnevale.

Ebbene lo dichiariamo, a noi il carnevale piace e allora al pride venite come cavolo volete venire. Vi piace venire in giacca e cravatta (come predicava anni fa l’esponente scopacolla neo eletto ad un municipio, fatelo. All’epoca apparteneva ai DS quindi doveva fingere di essere borghese oppure ora finge di essere proletario? Basta che la poltrona sotto il culo ci sia), volete venire nudi e coperti di lustrini benissimo, basta che la gente al pride ci vada. Il problema e che non ci va, numeri da sagra paesana come al solito, gonfiati per la stampa e per la lotta maschilista a chi ce l’ha più lungo (il corteo), ma sempre 4 gatti sono.

Il risultato del pride si vede da quello che ottiene, e noi coi pride non otteniamo niente, senza l’Europa e senza il lavoro dei parlamentari glbt saremmo ancora alla caccia alle streghe. I pride sono morti, questo ormai è chiaro a tutti, una masturbatoria sequenza di seghe autoreferenziali, dove salire sul palco a blaterare quattro fesserie soddisfa le piccole ambizioni di piccole persone che darebbero tutto per una foto o una citazione su qualche giornale di provincia.

Ma chi ha ammazzato i pride?

In primis chi lo ha reso un rave party utile a riempire la discoteca di proprietà, pensa che pride voglia dire biglietti, cocktail e go go boys. Ognuno viene vestito come vuole, i pride da sempre usano il linguaggio del colore e dell’ironia ma….

Questo è usare il colore e l’ironia per veicolare messaggi

romapride

Questo è altro, volgare, inutile stupido, ma che farà fare tanti ingressi in discoteca e porterà soldi ct pride

ct pride 2

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Non parliamo poi dei fascisti di sinistra, i finti proletari coi soldi di papà. Portatori della verità infusa questi pulciari da centro sociale infestano ormai il movimento lgbt italiano con le loro frescacce, L’ultima della storia? Solidarietà al popolo turco in lotta. Ma quale cazzo di solidarietà portano questi borghesi fascistoidi con il libretto rosso in mano e il portafoglio ben pieno. Solidarietà si fa andando sul posto e lottando con loro, salendo sulle barricate e non sui carri a migliaia di chilometri di distanza. Ma dovete perdonarli, sapete “il papi va in vacanza e devo badare io alla fabrichetta di famiglia e poi mi viene la colf nuova, stavolta ho preso la rumena che le filippine ormai non sanno fare più nulla”queer labgs2

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A calci in culo dovrebbero andare in Turchia.

Fuori tutti gli affaristi e le finte proletarie (che almeno si lavassero)

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