Boldrini e Idem aprono il Pride ma Arcigay Sicilia era invitata? Il signore col cappello non è stato fatto entrare nemmeno dalla porta di servizio?

palermo pride

PALERMO – “Siamo qui oggi a parlare di diritti. E nessuno può ridicolizzare questo nostro impegno: qui non vedo né carnevalate né pagliacciate” ha detto forte e chiaro il presidente della Camera Laura Boldrini inaugurando il Palermo Pride mentre un cinema intero la ascoltava rapito. La prima ad arrivare al Village allestito ai Cantieri culturali della Zisa di Palermo, accolta dal sindaco Leoluca Orlando, è stata il ministro delle Pari opportunità Josefa Idem, fasciata in un tailleur grigio: “Palermo è la location ideale per ospitare la festa dei diritti: quanta civiltà in questa città” ha detto. Quando il cinema De Seta era ormai pieno è arrivata anche la presidente della Camera, accolta da un lunghissimo applauso. “Qui si parla di diritti negati e troppo spesso violati”, ha detto intervenendo al convegno “I diritti Lgbt sono diritti umani” che ha aperto ufficialmente la dieci giorni del Palermo Pride che culminerà sabato 22 con la sfilata dei carri per le vie del centro.

La Boldrini, nel suo appassionato intervento, ha lanciato con forza un appello alle forze politiche perchè prendano posizione in maniera chiara: “Devo fare una considerazione amara: la politica, in tema di diritti, avrebbe il compito di fare da apripista. È, invece, troppo spesso si muove in ritardo, a rimorchio delle scelte che una società matura reclama. Oggi, dobbiamo sapere andare oltre. Dobbiamo promuovere la discussione sulle leggi a tutela

dei diritti delle coppie omosessuali. In diciotto paesi dell’Unione europea i gay e le lesbiche hanno il diritto di sposarsi o di contrarre un’unione civile. L’Europa non ci chiede solo politiche di rigore fiscale, non ci chiede solo austerità. L’Europa ci chiede anche di ampliare lo spettro dei diritti riconosciuti, ma non c’è la stessa fretta su questo punto”.

La Boldrini ha citato la lettera scritta a “Repubblica” dall’adolescente che si riteneva sfortunato a essere omosessuale. “Ma la sfortuna non esiste, esistono solo le scelte politiche ci vuole anche in Italia una legge contro l’omofobia. Ed è questo il senso stesso del lavoro cui sono chiamate le istituzioni: compiere scelte politiche, mettere in atto azioni legislative ed amministrative che allarghino il quadro della tutela dei diritti a tutte e a tutti coloro che oggi ne sono ancora escluse ed esclusi”.

“Sostenere i diritti degli omosessuali non può e non deve essere in alcun modo contrapposto al sostegno verso la famiglia, la cui centralità non è assolutamente in discussione. Rafforzare le politiche a sostegno della famiglia è un’esigenza che sento forte. Tanto più in un momento in cui la crisi economica colpisce duramente. Ma questo non mi impedisce di ribadire la necessità di vedere rispettati anche i diritti delle comunità Lgbt. Insomma, riconoscere diritti a chi non ne ha non significa toglierne agli altri”.

La Boldrini ha raccolto tanti applausi durante il suo intervento e alla fine del suo discorso l’intera la platea si è alzata in piedi: “Omofobi, maschilisti e razzisti sono figli della stessa cultura alimentata dal pregiudizio – ha detto – ci troviamo tutti di fronte a una scelta epocale. Possiamo costruire la globalizzazione delle discriminazioni oppure quella delle opportunità e del confronto. E possiamo farlo innanzitutto abbattendo il recinto della discriminazione nei nostri paesi,considerando nostro primo dovere istituzionale quello di non lasciare sola nessuna donna e nessun uomo, nessuna persona omosessuale, lesbica, transessuale. Perché chi è solo perde il senso della comunità e, con esso, il senso della cittadinanza, dei doveri e dei diritti che intorno ad essa si costruiscono”.

Intenso anche l’intervento del ministro Idem che dal palco del Palermo Pride ha assicurato il suo impegno per promuovere un disegno di legge sulle unioni civili. “Il Pride è l’occasione per dare visibilità ai diritti della comunità Lgbt e Palermo è il posto giusto: quanta civiltà che ho visto in questa città. A cominciare dal Consiglio comunale che ha approvato il registro delle unioni civili. Sono qui per portare un segnale concreto di attenzione del governo, per parlare di diritti delle persone e di pari opportunità. In molti mi dicono ti occupi dei gay mentre il paese ha tutti questi problemi? E io rispondo loro che me ne occupo a maggior ragione perché la crescita economica è minacciata dove non ci sono diritti”. La Idem ha ribadito che non possono essere accettate violenze contro gli omosessuali: “Ho tanti amici gay e tante amiche lesbiche e ho visto tante volte quanto è difficile farsi anche solo una carezza. L’affermazione dei diritti della comunità Lgbt è una delle mie priorità. L’obiettivo deve essere la tutela della parità e l’integrazione”.

In Italia secondo il ministro c è molto da fare: “Dobbiamo intanto affrontare il problema dell omofobia – ha detto – ma propongo anche l’estensione della legge Mancino-Reale a quei reati legati all’orientamento sessuale. Mi auguro che in Parlamento ci sia su questo fronte il più ampio appoggio possibile”. Poi l’annuncio del suo impegno per un ddl sulle unioni civili: “I diritti non possono avere colore politico e per questo mi impegnerò per la presentazione di un disegno legge per le unioni civili che tanti cittadini continuano a chiedere giustamente”

Assente ai Cantieri il presidente della Regione Rosario Crocetta, sostituito dall’assessore al Turismo Michela Stancheris. Tra i relatori anche l’europarlamentare Sonia Alfano. A presentare la manifestazione è stata la coordinatrice del Pride Titti De Simone: “Il nostro obiettivo è trasformare un momento straordinario come questo Pride, il più a sud di tutti i tempi, in un momento di normalità”. La De Simone  è tornata a chiedere una legge per le coppie omosessuali: “Dove c è amore non ci può essere discriminazione”.

Sul palco pure il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che ha ricordato che il Consiglio comunale ha appena istituito il registro per le unioni civili: “Importante che il governo sia qui in assoluta e straordinaria normalità. Palermo vive il Pride ogni giorno ed è per questo che si candida a diventare capitale della cultura nel 2019. Spero che il Village in questi giorni diventi la cittadina della tolleranza. E spero che il governo faccia una legge per tutelare le scelte già fatte da 180 comuni sui registri delle unioni civili”.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/06/14/news/boldrini_e_idem_aprono_il_pride_palermo_capitale_dei_diritti-61095098/

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