Giochiamoci al lotto il 39: la rivoluzione di maggio abbatte la zarina Praitano

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Ve la ricordate la signora mai meno di un milione?

Erano i bei tempi in cui l’ex presidenta del collettivo Mieli, Rossana Praitano pensava di essere invincibile, di mobilitare masse – e soprattutto denari, tanti! – quelli in cui amava farsi chiamare zarina insieme alla sua sodale, vecchia drag queen, Karl. praitano carrello

Una stagione ormai lontana nel tempo. Prima la doppia sconfitta interna al Mieli, dove è odiatissima in privato, poi la perdita del caro servitore Paolo Patané, sempre pronto ad accorrere al minimo schiocco di dita della real presidentessa.

Dopo aver perso, come nelle tragedie più tristi, a Rossana non rimaneva allora che tentare il grande salto nella politica.

Nei partiti dell’estrema sinistra interpreti del disagio sociale, direte voi! No, niente affatto. L’ex zarina Praitano ha preteso un posto nella lista del Partito Democratico per le comunali di Roma, in quota D’Alema. Un leader notoriamente gay-friendly. Strano destino quello delle politicanti lesbiche di professione. Di giorno paladine dei diritti lgbt, di notte pappa e ciccia con i peggiori omofobi. Praitano deve aver seguito le orme della sua amica lesbica Cristina Alicata, esponente della corrente di Rosi Bindi, oggi implicata in una brutta storia di razzismo che le è costata una denuncia da parte della comunità rom. http://www.romacapitalenews.com/primarie-pd-rom-querelano-alicata-e-de-vito-per-accuse-vendita-voti/

Sulla carta la signora mai meno di un milione avrebbe dovuto prendere un milione di voti, quindi. Ma ne ha presi solo qualche centinaio. Classificandosi nella parte bassa della lista al trentanovesimo posto con soli 880 voti (meno dello 0,01 % delle “folle” che secondo lei riusciva a mobilitare. “la mia avventura non ha portato l’esito sperato”, scrive laconica su facebook l’ex zarina dei centri sociali gay, che poi si giustifica: “in 20 giorni, da outsider, con pochi euro e soprattutto da indipendente dentro il più grosso partito era veramente difficile” Rossana-Praitano scheda

A nulla è valsa la pubblicità volgare e omofoba delle scritte lasciate sulla sede del Mario Mieli, chissà se la DIGOS ha già visionato i filmati delle telecamere sicuramente accese quella notte, che le ha regalato qualche colonna sui giornali, zero il video con l’ex vincitore di un concorso per carne da macello tipo culetto bagnato, 0,001 l’affollatissimo (50 persone) comizio alla Gay Street dove ha dichiarato di essere candidata da tutto il movimento lgbt romano (sicura? Non ci pare che altre associazioni significative l’abbiano appoggiata, anzi pare che un’altra esponente in Campidoglio ci salirà e non come questuante), Lady Gaga e l’Europride (a quando la pubblicazione del bilancio?) zero carbonella.

Riportiamo anche una specifica riflessione su un episodio della campagna elettorale della zarina che ci ha lasciato abbastanza con l’amaro in bocca (per non dire disgustati): il 23 maggio scorso sul sito del collettivo omosessuale Mario Mieli c’era quest’articolo http://www.mariomieli.net/protesta-delle-cooperative-hivaids-di-fronte-alla-sede-dellassessorato-alle-politiche-sociali-di-roma-capitale.html …. ben evidenziato il nome di Rossana Praitano come leader delle cooperative che il cattivo Alemanno non vuole ricevere e condanna alla fame. Peccato che il Mario Mieli direttamente e tramite la cooperativa Gaia faccia parte del tavolo comunale delle associazioni di lotta all’AIDS, riunendosi periodicamente in presenza anche dell’assessore o di un suo rappresentante.praitano protesta

Dire che nessun rappresentante li riceve è ridicolo, basta entrare e salire al terzo piano come fanno settimanalmente o telefonare ai numeri degli interni di cui sono ben provvisti.

Far uscire questo articolo il giorno prima delle votazioni ci appare molto come un voler speculare sulla pelle dei malati di AIDS. Per 880 voti!

Insomma la solita manfrina di chi si impegna nel movimento per pretendere una candidatura sostenendo di portare in dote chissà quanti voti ma poi alla resa dei conti….. e poi ci lamentiamo che non abbiamo diritti. 

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