Gay picchiato e insultato in via Cavour, tre ragazzi rinviati a giudizio

fiaccolata gay street

ROMA – Lo avevano prima insultato e poi, al grido di “frocio frocio”, lo avevano preso a calci e pugni, in pieno centro. Era la notte del 25 maggio 2010, quando Simone T., romano di 27 anni, fu oggetto di un’aggressione omofoba, non distante dal Colosseo, da parte di un gruppo di giovani. Un’aggressione in seguito alla quale ha anche rischiato di perdere un occhio. Oggi, il gup Antonella Minunni, ha disposto il rinvio a giudizio per tre persone, per i reati di rapina e lesioni.

L’identificazione dei responsabili di questo attacco omofobo, che sconvolse la comunità omosessuale della capitale, è stata resa possibile da una serie di intercettazioni telefoniche, che hanno portato a raggiungere due degli aggressori (si tratta di fratelli rumeni) in Germania. Qui, infatti, erano fuggiti dopo la vasta eco che la vicenda aveva avuto sui giornali italiani. “Solo grazie alla tenacia e all’intuito del pubblico ministero Antonio Calaresu si è arrivati ad identificare i responsabili, che pensavano ormai di aver fatto perdere le loro tracce”, commenta Daniele Stoppello, l’avvocato del ragazzo. stoppello

I fatti. Simone T. aveva trascorso la notte con gli amici nel locale Coming Out, in via San Giovanni in Laterano. Dopo aver lasciato la Gay Street, non distante dal Colosseo, nei pressi di via Cavour (in via del Fagutale) era stato preso di mira dal gruppo di balordi. Simone era al cellulare, con un amico. “Sei un frocio di merda”, gli urlano da lontano i ragazzi. Neanche il tempo di fuggire o di reagire, che Simone viene circondato a colpito con dei calci in viso. Qualcuno, dal gruppetto, gli strappa di mano il cellulare prima di fuggire via con i complici, lasciandolo sanguinante in terra. Nel frattempo l’amico che era con lui al telefono si precipita sul luogo dell’aggressione e gli presta i primi soccorsi.

Gli identificati per quella aggressione sono due fratelli rumeni, Gabriel Florin Dudau, 30 anni, e Alin Dudau, 29 anni, mentre il terzo, Adrian Raileanu, un altro rumeno di 26 anni, ha dichiarato di aver avuto soltanto un ruolo di mediazione per la vendita del cellulare.

Pochi giorni dopo l’aggressione, Gabriel e il fratello Alin, spaventati dalle reazioni – delle associazioni Glbt e del mondo della politica – alla notizia del ferimento di Simone, scappano in Germania. Qui verranno successivamente arrestati per furto d’auto. Le indagini della polizia permettono di arrivare ad individuare l’acquirente del cellulare che era stato rubato a Simone. Da là, il cerchio si è stretto in fretta attorno ai due rumeni.

Da parte mia c’è ampia soddisfazione per come la Procurae le forze di polizia hanno gestito la vicenda. Siamo davanti ad una rapina che, in realtà, celava un’aggressione a chiaro sfondo omofobo – dice Stoppello – e questi elementi sono stati messi in risalto dal pubblico ministero. Ancora una volta, nonostante la delicatezza e la complessità della vicenda, è stato fondamentale denunciare subito l’accaduto perché solo così sono potute partire le indagini della polizia”.

http://www.ilmessaggero.it/roma/gay_picchiato_via_cavour_re_ragazzi_rinviati_giudizio/notizie/257848.shtml

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...