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  Consuntivo 2011 Preventivo 2012 Consuntivo 2012   Differenza 11/12 %   diff preven/consultivo %
voci di spesa/incasso euro euro euro
quote associative 526578 350000 275676   -250902 -48,00%   -74324 -21,00%
contributi pubblici 424465 284143 190137   -234328 -55,00%   -94006 -33,00%
contributi privati 59451 56088 35441   -24010 -40,00%   -20647 -37,00%
altro 29752 10500 437   -29315 -98,00%   -10063 -96,00%
                 
totale 1040286 700731 501691   -538555 -52,00%   -199040 -28,00%
                 
                 
salari stipendi 154971 83361 155362   391 0,20%   72001 86,00%

Comonciamo l’analisi del bilancio 2012 Arcigay: come vedete abbiamo raffrontato il bilancio 2012 con il bilancio 2011 ma anche con le previsioni che Paolo Patanè & co avevano fatto a marzo 2012 per l’anno in corso.

Di interesse è notare come il “fatturato” Arcigay sia diminuito nel corso di un anno del 52 %, per carità è un associazione di volontariato e non una industria ma quando si maneggiano centinaia di migliaia di euro con cui aiutare delle persone (in teoria ma vedremo poi perchè) bisogna anche stare attenti.

Le note vicende legate ai circoli commerciali hanno fatto registrare una diminuzione del 48 %, ma pare evidente che tale situazione non fosse sconosciuta al Patanè tanto da fargli scrivere in bilancio preventivo 350.000 euro anziché 526578 come l’anno precedente, per poi arrivare a 250902 euro, che corrispondono a poco più di 50.000 iscritti anche se al congresso di Ferrara i delegati rappresentavano 250.000 iscritti, (gli altri 200.000 come vi dicevamo in altro post sono fantasmi).

Il crollo maggiore delle entrate è rappresentato però dai finanziamenti pubblici, cioè dai progetti vinti e gestiti dall’associazione. Se nel primo anno di “regno” Patanè poteva contare sul prosieguo dei progetti vinti dal precedente presidente Mancuso, nel 2012 con la fine e la contabilizzazione di essi sono venuti al pettine i primi nodi scomodi. La gestione Patanè, fallimentare per molte ragioni, lo era anche per competenza e professionalità.

Insomma la segreteria Patanè brillava più per i progetti rigettati che per competenza e stima.

Ma veniamo al terzo punto “salari e stipendi”: nel 2011 ammontavano a più di 150.000 euro (compreso quello del presidente Patanè che non lavorando doveva contare su quei soldini per non tornare a casa da mammuzza).

In previsione della forte riduzione delle entrate, da buon amministratore Patanè dimezzava nelle previsioni anche gli stipendi (non sappiamo se fosse compreso il suo), tutto bene? Anche no, da buon italiano rappresentante della casta ci accorgiamo che poi in realtà nessun euro di stipendio è stato tagliato, anzi notiamo persino un lieve aumento 155.362 euro, volontariato si ma…… la castagay (pare però che il neo presidente Flavio Romani abbia rinunciato allo stipendio avendo, egli, un lavoro)b come i parlamentari impongono i sacrifici ma non si tagliano mai un euro di stipendio

Altro costo lievitato le spese legali, se nel 2011 ammontavano a 14.994 euro nel 2012 sono balzate a più di 32.000 euro, più del doppio.

Beh direte voi, un associazione che tutela i diritti delle persone lgbt avrà bisogno di avvocati per difenderci contro le discriminazioni, e gli avvocati non possono lavorare sempre gratis (anche se parlando di volontariato….).

No cari miei, le spese legali sono servite nelle innumerevoli cause (che Patanè ha sempre perso) in cui questa associazione veniva trascinata dal giarrese laureato in legge ma non avvocato.

La sua nota gestione “democratica” e le innumerevoli espulsioni con cui sperava di eliminare chiunque non la pensasse come lui lo hanno trascinato in un vortice di cause perse e dio solo sa se alla fine Arcigay dovrà dichiarare bancarotta quando verrà condannata in sede definitiva a pagare i danni.

Fine prima puntata. Ma continueremo a spulciare il bilancio….

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«I vaccini sono stati, e costituiscono ancora oggi, una delle più grandi scoperte della medicina e il loro utilizzo ha consentito di salvare negli anni milioni di persone, sconfiggendo pericoli attuali per la salute. Stupisce che ci sia chi pensi all’omosessualità, definendola malattia, come ‘effetto’ delle vaccinazioni». Così Michele Conversano, presidente della Siti, Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, in merito alle dichiarazioni del signor Gian Paolo Vanoli, che si definisce esperto di sanità e simpatizzante del Movimento 5 Stelle.
«Le vaccinazioni – prosegue Conversano – hanno dimostrato di incidere in maniera efficace sulla Salute Pubblica, eradicando o controllando malattie che erano dei veri e i propri flagelli e che purtroppo mietono ancora tante vittime nei Paesi che non hanno ancora a disposizione questi importanti strumenti di salute».
Il confronto sui rischi e benefici dei vaccini non è mancato all’interno della comunità scientifica «e i movimenti antivaccinatori hanno potuto esprimere, come è giusto in una democrazia, il loro dissenso verso la pratica vaccinale». Ma, sottolinea il presidente della Siti, «la verità scientifica non è oggetto di regole democratiche, semplicemente è dimostrata oppure no, e non c’è “maggioranza” che possa cambiarla. Le notizie che in questi giorni stanno rimbalzando sulla Rete, secondo cui ci sarebbe un’associazione tra vaccinazioni ed omosessualità, e la definizione di quest’ultima come malattia, dimostrano come esista anche un’area “pseudo scientifica” dalla quale – conclude Conversano – ci piacerebbe che tutti prendessero le distanze».
26 marzo 2013 15:56
http://www.healthdesk.it/cronache/notizia/6290/1364309814

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Tra gli otto punti del governo Bersani ci sono anche cittadinanza, diritti gay e femminicidio. “I diritti per un’Italia più civile”, così si intitola la proposta del Pd sui diritti. Sul primo punto il Pd propone che: «Chi nasce in Italia da genitori stranieri residenti da almeno 5 anni nel nostro Paese è italiano; l’acquisto della cittadinanza non è automatico ma è necessaria una esplicita dichiarazione di volontà; può richiedere la cittadinanza italiana anche chi non è nato in Italia ma è cresciuto nel nostro Paese e ha compiuto un ciclo di studi o di formazione professionale».

Quindi, sui diritti degli omosessuali: «Approvare in tempi rapidi una legge contro l’omofobia» e «riconoscimento delle unioni civili delle coppie omosessuali secondo il modello tedesco».

Infine sulla violenza contro le donne i democratici chiedono «subito una legge organica contro il femminicidio; istituire un Osservatorio sulla violenza nei confronti delle donne; approvare subito la ratifica della convenzione di Istanbul; riconoscimento del ruolo delle case e dei centri antiviolenza e rafforzamento dei servizi pubblici e convenzionati; misure di sensibilizzazione dell’opinione pubblica a partire dalle scuole; istituzione del Fondo per il contrasto della violenza nei confronti delle donne».

Gay Center: è un passo avanti – «La proposta del Pd sulle unioni civili sul modello tedesco è un significativo passo in avanti. Certo non è il matrimonio, non c’è il pieno diritto all’adozione, ma si passa dal nulla al riconoscimento di un principio molto importante, cioè che le coppie gay sono a tutti gli effetti una famiglia». Lo ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. «Ora, guardando al confuso quadro politico, non resta che chiedersi se al resto delle forze politiche questa idea piace e soprattutto se piace a Grillo e ai parlamentari Cinque Stelle», aggiunge Marrazzo.

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41666&typeb=0&Donne-gay-e-cittadinanza-le-proposte-del-Pd