Marco Alemanno parla di Lucio Dalla, della loro favola moderna che non ha bisogno di etichette

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Sta per uscite nelle edicole il libro Dalla luce alla notte, scritto da Marco Alemanno e nel quale racconta il suo rapporto con il cantante indimenticabile. In un’intervista per Sette, sul numero di oggi in allegato con Il Corriere della sera, c’è un anticipo di quello che si potrà leggere.

Prima di tutto, la conferma di una favola moderna che non ha bisogno di etichette. E così erano loro due:

Lucio e io potevamo essere maestro e allievo, padre e figlio, fratelli, amici, amanti: Lucio diceva che ci completavamo.

Ritorna con la mente al giorno del primo incontro, quindici anni fa, lui era diciassettenne:

Quel giorno mi predisse il futuro e un po’ di passato: aveva visto nei miei occhi l’ombra di un dolore recente, la scomparsa di mio fratello Pasquale, che un anno prima era morto in mare.

Vivevano a Bologna, il loro mondo, tra passeggiate insieme, viaggi in macchina per una vita assolutamente normale e alla luce del sole in quella meravigliosa città. Fino al terribile giorno della sua scomparsa.

A furia di inseguirla, la vita gli è venuta meno, proprio per troppo slancio, per troppo ardore, per troppa vita: così vita da morire […] Lucio mi ha regalato un sentimento nuovo, che non avevo messo in conto… La nostra è stata una favola moderna. Una favola che in quei giorni di dolore ha scatenato pettegolezzi censurabili. E così non è stato rispettato né l’uomo né l’artista.

http://www.queerblog.it/post/48541/marco-alemanno-parla-di-lucio-dalla-della-loro-favola-moderna-che-non-ha-bisogno-di-etichette

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